Egregio signor Sindaco e comandante dei Vigili Urbani,
scrivo per conto ed in nome di mia madre, poiché ipovedente, e scrivo sotto dettatura.
“Sono una nonna di 87 anni, ed oltre ad essere ipovedente, ho diverse patologie, tra cui problemi di cuore e bronchite cronica. Con questo caldo, la sera, siedo fuori di casa per poter respirare, o almeno cercare di respirare un po’ d aria, invece mi riduco a respirare solo gas d auto.
Abito in Corte Trieste (nella foto), una via senza uscita, (non lontano dalla sua abitazione). Sembra che il cartello posto all’inizio della via, non sia visibile, quindi ogni sera ci sono decine di auto che imboccano la nostra strada credendo che ci sia un uscita, ma solo alla fine si accorgono che la strada finisce proprio vicino casa mia.
Avendo un parcheggio per disabili, in corrispondenza della mia casa, siedo vicino al marciapiede, ma ormai è diventato a rischio vita, perchè le auto arrivano ad andatura elevata, e quando vedono che non possono proseguire, spesso fanno inversione nervosamente, emettendo ancora più gas, per non parlare poi, quando restano incastrate più auto.
Ci siamo ritrovati addirittura, che automobilisti, chiedono a noi, perchè il Comune non provveda a mettere un cartello all’inizio della strada, e quando facciamo notare che c è rispondono che non è visibile.
Inizialmente credevamo che il problema fosse degli automobilisti che non vedevano il cartello, ma se ogni sera non lo vedono in più di 15/20 persone, il problema non è più degli automobilisti, ma di una cattiva visibilità.
Parcheggiando inoltre da entrambi i lati della strada, questa risulta ancora più impraticabile.
Essendo a conoscenza, dei suoi natali tedeschi, non sarebbe più produttivo, seguire l’esempio della civilissima Germania, riservando i pochi parcheggi ai residenti, previo pagamento di un fee annuale, ed ogni residente dovrebbe porre sul cruscotto il permesso rilasciato dal Comune. Gli altri, che parcheggiano impunemente, potrebbero essere multati dai vigili, che sembra abbiano dimenticato l’esistenza di questa corte!
Per verificare quanto le sto dicendo, una di queste sere, la invito a venire a sedersi vicino casa mia, per verificare di persona, la veridicità di quello che le sto riportando.
Avendo inoltre problemi di deambulazione, non posso neanche permettermi il lusso di una passeggiata in villa, non mi resta altro che qualche ora fuori dalla porta della mia casa.
La ringrazio fin d’ora per un suo intervento”. Sara Caliolo
Cordialmente Palmisano Elena, vedova Caliolo Corte Trieste 14 Mesagne