Il titolo dell’iniziativa che si è tenuta ieri all’auditorium del castello di Mesagne è nato da una serie di domande che la psicologa Alessandra Incontro si è posto durante la pandemia, un’esperienza nuova per tutti.
“La pandemia ha stravolto le nostre abitudini ci ha fatto sentire impotenti e spaventati – ha detto la dott.ssa Incontro – . Questa domanda mi ha fatto pensare che sentirsi impotenti è come sentirsi indifesi, nudi, senza una protezione. Di fatto la pandemia ha comportato un impatto sulla qualità della vita e sulle relazioni rappresentando una sfida per tutti; ci sono state molte rinunce, sono venute meno le abitudini quotidiane. Ma si sono trovate delle alternative per continuare le proprie attività, certamente con un certo disagio, adattandosi alla precarietà”. “Sono stata spinta a realizzare questa iniziativa – ha aggiunto – per poter offrire uno spazio di riflessione su ciò che tutti abbiamo attraversato durante e dopo la pandemia, proponendo un libero confronto come opportunità di crescita individuale e sociale”.
Sono state ripercorse le fasi della pandemia, dal lockdown fino alle prime riaperture, ricordando stati d’animo e situazioni vissute. Successivamente si è dato il via ad una condivisione tra i partecipanti chiedendo loro di scrivere le emozioni e gli stati d’animo provati durante e dopo la pandemia. Gli scambi avuti hanno consentito di focalizzare le difficoltà che si sono attraversate, ma anche sulla possibilità che si ha avuto di mettere in campo delle risorse.
A conclusione dell’iniziativa è stata condivisa la domanda “se possiamo equipaggiarci di fronte agli eventi negativi”. La riflessione finale è stata che è importante poter significare una situazione di crisi come opportunità di crescita. Ricercare un senso all’evento pandemia è necessario alla mente per provare ad elaborare questa crisi come opportunità di crescita.
Il sindaco Matarrelli, presente all’incontro ha dichiarato che “Abbiamo provato ad affrontare questa pandemia nella piena consapevolezza che le istituzioni in quel momento svolgevano una funzione decisiva. Ora la situazione è cambiata, ma è evidente che questa pandemia non solo ha condizionato la nostra vita per un periodo più o meno lungo io direi lungo che rimarrà nella nostra vicenda personale e vivremo in futuro con qualche preoccupazione, ciononostante abbiamo il dovere di interrogarci su ciò che è accaduto e perché, come mai questo aumento smisurato di malattie, di virus e di batteri probabilmente c’è qualcosa che non funziona nello stile di vita. L’uomo deve recuperare un equilibrio rispetto alla propria esistenza, rispetto alla natura e al mondo animale. Non sì può continuare ad abusare delle risorse del pianeta e quindi occorre fare anche una riflessione sui nostri comportamenti, sul nostro stile di vita”.
