( Pompeo Molfetta*) Il Sindaco Scoditti, evidentemente irretito dal premio “Attila – flagello di Dio” ricevuto dal web per la sua paventata noncuranza verso i beni monumentali, ha pensato bene di indire una conferenza stampa per rimandare ai mittenti accuse ingenerose e ingiustificate. Così facendo però ha dato modo ai suoi innumerevoli detrattori presenti all’evento mediatico di strizzargli i “gabbasisi” in diretta streaming. Infatti, mentre egli portava alla distrazione degli astanti, numeri, bizantinismi e vecchie determine, l’ira giacobina dei tribuni del popolo esplodeva in un tumulto scoppiettante di interferenze con cui additavano al pubblico ludibrio l’indifferenza di un governo che dilapida le risorse pubbliche e offende la cultura e la nobile storia del popolo di Mesagne di cui solo loro custodiscono la memoria come il “sacro Graal”.
Qualche giorno prima si era svolto un Consiglio Comunale ad alta tensione per la presenza in aula di uno sparuto gruppo di cittadini che chiedevano l’abbattimento del valore venale dei loro terreni edificabili per ridurre i livelli di tassazione imposta dallo stato ( TASI-IMU) sui loro beni immobili. L’Amministrazione comunale, riconosciuta la legittimità delle richieste, si accingeva ad approvare un provvedimento che riduceva della metà la tassazione in oggetto con ciò mettendo in conto un sacrificio economico finanziario per il comune di cui si sarebbe dovuto far carico l’intera comunità. Ma tanto non bastò a tacitare l’ira funesta del popolo sovrano che, debitamente fomentato dall’opposizione, abbandonò l’aula fra imprecazioni irriguardose ed altri atti di ordinaria inciviltà con l’obiettivo di far saltare il tavolo e la deliberazione del Consiglio. La confusione e il parapiglia che ne derivò fu tale per cui passò nell’opinione pubblica e nella stampa il paradosso che l’Amministrazione volesse addirittura aumentare le tasse sulle aree edificabili quando invece intendeva, come poi ha fatto, ridurle del 50%.
Storie parallele di ordinaria follia dalle quali si evince una lezione storica : quando il popolo ha fame ed è arrabbiato bisogna fare attenzione a dargli i biscotti o le frittelle. Una rappresentazione forse farsesca della realtà che sarebbe tutta da ridere se non avesse in se un “ vulnus” democratico su cui solo voglio tornare a riflettere.
“Infattamente”: mentre crolla la credibilità delle istituzioni democratiche, della rappresentanza politica dei partiti; mentre il Consiglio Comunale biascica, il governo cittadino annaspa e tutto sembra andare allo scatafascio prendono piede e si irrobustiscono forme avanzate di democrazia diretta, per cui cittadini in forme singole o organizzati in corporazioni, in web-gruppi talvolta auto-referenziali premono direttamente sul potere politico per ottenere obiettivi specifici o semplicemente per abbatterlo quel potere sperando magari che dal movimento caotico ed autarchico che ne derivasse si generi poi un mondo nuovo migliore di questo.
Personalmente non ho alcun pregiudizio nei confronti di questo modo di pensare o di questi orizzonti nuovi di democrazia diretta, credo anzi che la rete come i movimenti di base di qualsiasi natura (indignados, forconi, no-TAV, pentastellati ecc), siano indispensabili per promuovere la crescita sociale e costituiscano un ottimo deterrente per spingere questo Paese finalmente verso un vero radicale processo riformatore. Credo però che questa funzione debba essere esplicata all’interno di un sistema di regole democratiche, che facciano salvi i diritti di tutti anche di chi è titolare di “cittadinanza silenziosa” o di chi vuole esercitare il suo diritto di cittadinanza attraverso la rappresentanza politica. Credo anche che per aiutare davvero la città alla denuncia debba seguire sempre la proposta e l’ascolto delle ragioni altrui; ebbene credo che da questo punto di vista tutti abbiamo ancora molto da imparare. Mesagne, 12 giugno 2014 *Pompeo Molfetta,capogruppo consiliare SEL
Il Sindaco e la gogna mediatica
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Come al solito si attacca sempre la forma,dimenticando spesso il contenuto.Se malessere sociale vi e’,esso viene molto spesso mascherato dal modo in cui si manifesta,e di conseguenza,svilito nella sua sostanza.Se e’ vero,che nessuno si possa considerare ,depositario di una qualsiasi cultura,allo stesso tempo chi gestisce la Cosa Pubblica,non puo’ restare sempre sordo alle sollecitazioni che alla stessa vengono inoltrate.Sia per quanto riguarda materie di interesse culturale,sia se si tratta argomenti sociali e fiscali!!Non tutti i proprietari di quelle aree sono “Marchesi di Roccaverdina”,e proprio perche’ ,attraversiamo momenti particolari,certe imposizioni, (pure ridotte del 50%)possono apparire ai piu’,ingiuste e quasi …”Borboniche”( I… Leggi di più »
Caro pompeo sai quanto ti stimo come uomo, come professionista ma anche come politico. Sai pure che sui Beni culturali abbiamo condiviso un percorso insieme, in quella breve esperienza che ho fatto con te in “A Sinistra” che porto’ alla pubblicazione del tuo libro “Il recupero del centro storico di Mesagne”- 1998. La tua analisi mi trova d’accordo su alcune cose, una, quella sicura e’ il pensiero rivolto al sindaco e alla sua conferenza stampa: Chi gliel’ha fatta fare? Su altre cose, sai che ci siamo allontanati nonostante tu sei stato sin dal 1996 il mio faro, fin da quando… Leggi di più »