Invece a Brindisi? A Brindisi si vuole riqualificare il porto con la vasca di colmata di Fiume Grande, cioè una discarica dei dragaggi dei porti di mezza Italia, sostanze altamente inquinate. E poi un bel deposito GNL di Edison all’imbocco di Costa Morena, con un gran traffico di navi metaniere. E poi la ciliegina sulla torta: una piattaforma mobile, un rigassificatore davanti al porto, che insieme al petrolchimico di ENI Versalis e la ciminiera della centrale a carbone di Cerano a pieno regime, formeranno lo skyline turistico
I marinai delle metaniere non sono i diportisti delle barche e yacht del nuovo porto turistico di Bari, che invece escono e spendono. E mentre Bari attira turismo di un certo livello con il nuovo porto turistico, e ha già negli ultimi decenni tolto al porto di Brindisi il traffico dei traghetti verso Albania e Grecia, poi il traffico aereo dell’aeroporto e parte delle crociere, ora si prepara a dare il colpo di grazia: Brindisi sarà sacrificata al carbone e al gas e alla
Brindisi ha già dato, C’è la guerra in Ucraina, serve una fonte di approvvigionamento alternativo al gas russo: il gas GNL è molto più costoso, è sempre metano, ma molto più inquinante, portato dall’altra parte del mondo a -162 gradi, poi rigassificato a Brindisi per essere immesso nella rete gas insieme al gas di TAP. Ma non c’è nessuna interconnessione con la Rete Adriatica SNAM per portare il gas al nord o in Europa: manca il gasdotto Matagiola – Massafra. Un progetto inutile, costoso e dannoso.
E mentre Bari costruisce porti turistici di yacht e diporto per il suo sviluppo, a Brindisi speriamo nelle cene dei marinai delle metaniere per svilupparci.
Il solito articolo pieno di parole e povero di contenuti. Questo atteggiamento ha danneggiato l’Italia e continua a farlo. Non vedo nessuna proposta concreta per affrontare il tema dell’energia. E oggi ci troviamo a elemosinare gas in giro per il mondo, a pagarlo più caro, a riaprire le centrali al carbone e a sudare freddo per il prossimo inverno per il rischio di razionamento dell’energia. Continuiamo così che andiamo verso il futuro, e che futuro!