(di Giancarlo Canuto, vice sindaco di Mesagne) Ho avuto la felicissima opportunità di celebrare il matrimonio tra Jitte Waagen e Roos Meriam Walraven, entrambi di Amsterdam. Hanno scelto Mesagne ed il Castello dopo che il dr. Waagen, archeologo con esperienze di scavi in molti Paesi del mondo, e Roos Meriam hanno voluto proprio la nostra piccola città per un appuntamento così speciale per la loro vita. Pur con le difficoltà della lingua, alla platea di ospiti olandesi che facevano da cornice agli sposi, ho voluto – oltre gli auguri più intensi – sottolineare la riconoscenza della nostra comunità per l’atto di amore che questi due giovani hanno voluto esprimere proprio nei riguardi di Mesagne, saldando nei sentimenti ciò che era già reso forte dagli studi e dagli scavi sul nostro territorio fin dal lontano 1997. Legame sempre più familiare per l’amicizia consolidatasi tra la coppia e diverse famiglie mesagnesi che li hanno ospitati e ancor più spinti ad amare la nostra terra. Negli occhi e nelle poche parole di tanti si leggeva l’ammirazione ed il fascino verso la nostra città, che hanno così pienamente condiviso la scelta di Jitte e Roos Meriam di scegliere Mesagne per il loro matrimonio, gustarne le bellezze. Infine anche una visita al nostro Museo sotto la specialissima guida, competente e unica, del prof. Gert Burgers, ovviamente presente tra gli invitati.



A margine di questa breve e bellissima esperienza mi sia consentita una riflessione che faccio pacatamente, avendola maturata da tempo carica di amara constatazione. Questa straordinaria occasione è solo la più eclatante di ripetute manifestazioni di affetto e di ammirazione verso la nostra città pienamente recuperata e resa godibile agli occhi di coloro che l’hanno visitata e vorranno visitarla ancora. Quanti di voi non hanno provato lo stesso orgoglio verso la nostra città quando abbiamo accompagnato qualche forestiero nelle meravigliose vie del Centro Storico ed abbiamo letto nei loro sguardi e nei loro commenti la sorpresa e l’ammirazione verso ciò che scoprono e che non si aspettavano. Allora mi chiedo, e vi chiedo, a chi giova pur di colpire una Amministrazione, una forza politica, un politico, screditare in continuazione Mesagne sui giornali e sui social network? Perché ovviamente se questi amministratori sono dei devastatori ci starà anche qualcosa di devastato. E l’oggetto della devastazione sarebbe Mesagne, le sue bellezze, le sue ricchezze. Quindi non lotta politica sulle scelte compiute (magari discutibili come il ritardo censurabile nel riaprire, sia pure sotto prescrizioni, alla visione dei visitatori gli scavi di Vico Quercia; oppure le difficoltà su Muro Tenente) ma denigrazione senza limite della città che pure dicono di amare più degli altri. Non se ne abbia questo “nuovo che avanza” io colgo solo amore per se stessi, presunzione che le proprie idee siano le migliori, comportamenti che sfiorano in alcuni il fanatismo, senza alcun tratto di umanità, ma solo assetati da una furia devastante che fa perdere il senso della misura e deformano l’immagine di Mesagne. Ma Mesagne viene amata lo stesso, apprezzata e forse anche qualcuno di noi – certamente molto meno di questi ayatollah – provano a dare il proprio contributo per mantenerla ammirabile. Colpite le scelte politiche, al limite anche le persone se proprio avete un istinto irrefrenabile – ma lasciate intatta la città!
Infine durante il matrimonio dei due giovani olandesi ho avuto modo di parlare col prof. Gert Burgers, strattonato e tirato per la giacca (sempre dai “sommi sacerdoti”) per accreditare di infallibilità le proprie tesi. Abbiamo scambiato due chiacchiere ed ho trovato il professore, amante di Mesagne senza alcun doppio fine e da lunga data, un po’ sorpreso e dispiaciuto di veder scivolare in una rissa da “curva” una discussione che meriterebbe più calma e pacatezza. Siamo finiti tutti “macinati” in questa “giostra” mediatica dove gli errori e le incomprensioni – evidenti e non eludibili – vengono esaltati ad arte non per superarli ma utilizzati per dimostrare che le bellezze artistiche di Mesagne sono state devastate, annientate. Facilmente col prof. Burgers si conveniva che è una stagione drammatica per le risorse destinate ai beni monumentali – in ogni parte di Italia – ma che Mesagne non sta cadendo a pezzi e con lo sforzo di tutti (amministratori, dirigenti, studiosi, appassionati) fidandosi di più l’uno dell’altro, abbattendo supponenze di chi è tutelato da un “ruolo”, superando irrigidimenti e pregiudizi, senza ostruzionismi sterili, si possono facilmente cogliere importanti obiettivi. Ci siamo capiti con rapidità, serenità, senza urla e senza grida.