A Brindisi la Cgil e la Flai intervengono ottenendo il ritiro dei provvedimenti di revoca di accoglienza scrivendo insieme con la Prefettura una pagina importante in tema di diritti umani e del lavoro.
Cinque persone in provincia di Brindisi, richiedenti protezione internazionale, rischiavano di essere espulsi dalle strutture di accoglienza per il superamento di un reddito da lavoro di importo pari all’assegno sociale che è di poco inferiore a 6000 euro annui. Tali provvedimenti si verificano sistematicamente in presenza di questa condizione. Cgil e Flai sono intervenuti a tutela di cinque lavoratori dimostrando che i loro redditi erano inferiori al valore dell’assegno sociale facendo affermare, in tal modo, legalità e diritti.
«C’è da dire – fa notare il Segretario generale della Flai Cgil di Brindisi Cosimo Della Porta – che moltissimi di questi lavoratori sono sistematicamente obbligati alla restituzione di una parte salariale al caporale o ad aziende compiacenti, la questione si aggrava ulteriormente ed il timore di essere espulsi dalle reti di accoglienza dà lievito allo sfruttamento e spinge molti di loro a lavorare in nero sotto il dominio dei caporali piuttosto che avere un reddito e quindi tutte le tutele previdenziali previste che non essere più ospiti delle strutture di accoglienza».