Caro Giancarlo, ho avuto modo di riflettere sulle tue considerazioni in merito alle polemiche di questi giorni sui beni culturali: ti dico subito che ho colto in esse non solo “amare constatazioni”, ma anche la surrettizia volontà di delegittimare coloro i quali chiami, con una punta di disprezzo, i “sommi sacerdoti”. Per anni abbiamo subito, anche a Mesagne, questo tentativo elitario della sinistra di egemonizzare il dibattito sulla cultura, e tutti coloro che a vario titolo si sono accostati a questo tema, sono stati oggetto di scherno da quella che si proclama l’intellighenzia. Loro sì i veri “sacerdoti delle Leggi”. Mi pare di individuare nel tuo sarcasmo proprio questo antico retaggio, che appartiene a quella che in Francia definiscono la gauche caviar, a quella sinistra snob ed eccentrica da rassegna del cinema muto russo coi sottotitoli in cirillico.
Vedi Giancarlo, il problema è proprio questo: la fruibilità dei beni archeologici, è la domanda di accessibilità alla cultura in senso lato a cui i mesagnesi tutti anelano. Questa sofferta vittoria (parziale) sulla necropoli di Vico Quercia, conseguita grazie all’impegno di Mimmo Stella, di Bene Comune e anche per le iniziative politiche di ProgettiAmo Mesagne, ha una valenza simbolica straordinaria perché rappresenta la riconquista di un brandello della nostra civiltà. La cultura genera momenti di bellezza, ed è contagiosa, e libera le coscienze. E Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno in questa landa desolata, in questo nostro Sud fatalista e indolente. Gli “ayatollah” l’hanno capito per primi e mi (ci) hanno coinvolto con la loro passione autentica. Nessuno ha voluto screditare Mesagne, la città è bella, non ci sono macerie, ed è troppo furbesco farsi scudo di essa per sfuggire alle responsabilità della cattiva amministrazione.
C’eravamo entrambi, insieme a decine di persone, a quella conferenza stampa, e tutti abbiamo inteso le parole del Sindaco sul Prof. Burgers. Non sarà un selfie a cancellare quelle affermazioni. Vuoi che ti ricordi, fra i tanti, quale sospetto ha insinuato a proposito delle sponsorizzazioni? Tu hai annuito, Giancarlo! Ti rammento, inoltre, che eravamo stati tutti invitati a presenziare e a formulare domande, ed abbiamo avuto un atteggiamento composto e rispettoso: nessuno ha “tirato per la giacchetta” il Prof. Burgers, abbiamo, semmai, ascoltato dalla sua viva voce i motivi per cui ci si era fermati su Muro Tenente. Giova forse al dibattito politico ribaltare così faziosamente, come hai fatto tu, la realtà dei fatti?
Siamo contenti, però, che vi siate ricreduti e che vogliate puntare ancora su questa persona venuta da lontano, e che tanto ha dato a questo territorio: sai, in fondo era questo il nostro obiettivo!
Lettera aperta di Raffaele De Punzio al vice sindaco Canuto
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