Ci ha molto sorpresi la notizia ufficializzata dal Sindaco Scoditti sui dati dei flussi turistici riguardante la stagione 2013 che darebbero la Città di Mesagne in crescita come presenze turistiche, in controtendenza con quello che da tempo è una sensazione diffusa in città. La sensazione generale è che la presenza turistica a Mesagne negli ultimi anni ha subito un tonfo non di poco conto, confermando quanto da tempo denunciano i commercianti, specialmente quelli del settore della ristorazione, alberghiero ed enogastronomico, che hanno notato una netta flessione dei clienti e di conseguenza degli incassi.
La causa, probabilmente, è da ricercare nell’attrattività generale che la città non ha più. Sarà per la qualità dei servizi offerti oppure per la qualità del cartellone di “Mesagnestate”, ma la conseguenza è la vistosa flessione di presenze.
Confortato dai “dati”, il Sindaco Scoditti non ha perso occasione per infierire, ancora una volta, sui partiti di opposizione, sui giornalisti e sugli esponenti della cittadinanza attiva che a suo dire non avrebbero commentato la bella notizia. E’ bastato uno sguardo più approfondito per scoprire che il Sindaco Scoditti “abbagliato” dalla diffusione di improbabili “dati 2013” da un’improbabile “Consorzio Turistico Apulia” che a sua volta ha elaborato i dati dell’Ufficio Statistica di Puglia Promozione della Regione Puglia, aveva preso una cantonata.
Contattato il direttore generale di Pugliapromozione Giancarlo Piccirillo nega che quei dati arrivino dall’agenzia. «Pugliapromozione, dice, non ha divulgato dati riguardanti l’andamento di singoli comuni (ancora al vaglio dell’Istat). Ma se non arrivano da Pugliapromozione, il Sindaco, ci spieghi da dove vengono allora quei dati?<
E mentre riflettiamo ancora sui “dati” torna in mente una fiaba di Hans Christian Andersen: “I vestiti nuovi dell’Imperatore”. C’era una volta un imperatore che spendeva tutti i suoi soldi in magnifici vestiti. Un giorno giunsero nel regno due imbroglioni che si spacciarono per tessitori professionisti. Dissero che erano capaci di tessere una stoffa magica: solo gli intelligenti e coloro che erano degni di ricoprire la loro carica potevano vederla. A quelle parole il re si entusiasmò subito moltissimo, e fornì ai due sarti tutto l’occorrente che avevano chiesto: tanti sacchi di filo d’oro, sete in gran quantità, e bottoni in madreperla che quei due furboni posero in due grosse borse e le nascosero. Montarono due telai e cominciarono a far finta di lavorare. Il mattino dopo, l’imperatore inviò il suo più fidato ministro a vedere come procedevano i lavori: – Se lui vedrà il vestito lo potrò vedere anch’io e non farò la figura dello sciocco, pensava l’imperatore molto preoccupato. Ma il ministro non vide niente: – Forse sono stupido o non all’altezza della mia carica? Bé, fingerò!!! E infatti cominciò a lodare i due tessitori e il loro prodotto. Quando arrivò a palazzo raccontò all’imperatore che aveva visto la stoffa più bella del mondo. Così rassicurato il giorno dopo si presentò di persona. Entrò nella sala e non vide niente: – Forse sono stupido o non all’altezza della mia carica? Bé, fingerò! E si lasciò andare in mielosissimi complimenti come tutto il suo seguito, tanto che gli proposero di indossare quella magnificenza il giorno dopo per la parata solenne. I due imbroglioni fecero finta di lavorare sodo per tutta la notte e il giorno dopo si presentarono a palazzo per far indossare al re il vestito magico. – Re, lei non sa che leggerezza questa stoffa. – Ohhh sento, sembra di indossare un vestito fatto di aria! – Ecco, stia attento alla giacca, la indossi bene! E così via finché il re fu… vestito. Nelle piazze e nelle strade tutto il popolo era curioso di vedere l’imperatore. Ma quando scese tutti lo videro in mutande, ma nessuno ovviamente disse niente. Finché un bambino gridò: – Guarda papà l’imperatore è nudo! E tutti riconobbero che lo era veramente.
Meditate gente, meditate…
Il sindaco Scoditti e la fiaba di Hans Christian Andersen
Post precedente
Al via l’estate di Villa Cavaliere
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio