“Perché in effetti di fronte a nomi come Casal di Principe, Piana di Gioia Tauro, Mesagne in Puglia e Corleone, siamo un pò presi da un sentimento di impotenza. Invece proprio in questi territori ad alta infiltrazione mafiosa scopriamo che c’è una riserva etica incredibile che si fonda sul lavoro onesto dei suoi stessi cittadini…”. E’ quanto scritto da Toni Mita sulla rivista “Segno” dell’Azione Cattolica.
Per noi era e resta un grave errore accostare Mesagne a Corleone, Casal di Principe, ecc. Se Mira avesse conosciuto davvero bene Mesagne e la sua storia, come ha spiegato telefonicamente al Presidente Orsini, quell’accostamento non lo avrebbe fatto. Mesagne non è mai arrivata a quei livelli. I mesagnesi non hanno mai mostrato segni di impotenza contro la criminalità alla quale reagirono (e continuano a reagire) con vigore grazie proprio a quella “riserva etica ed incredibile che si fonda sul lavoro onesto dei suoi stessi cittadini”.
Orsini scrive che “Mesagne rientra fra le città che su quel terreno hanno fatto notevoli passi in avanti, grazie al lavoro di forze dell’ordine e magistrature, associazionismo, cittadinanza e politica, tutti uniti in una virtuosa sinergia”. A nostro parere Mesagne non è stata mai paragonabile a realtà come Casal di Principe, Piana di Gioia Tauro e Corleone. Per fortuna. A Mesagne non ci sono state mai processioni religiose che si sono fermate dinanzi alle abitazioni di mafiosi. Noi la pensiamo così. E’ grave se abbiamo questa opinione? E grave se diciamo e scriviamo quello che pensiamo senza che il vice sindaco Canuto (la cui storia, peraltro, conosciamo da 40 anni) ci bolli di puritanesimo ipocrita e acritico? Per il resto confermiamo la nostra volontà di “Non sparare sulla Croce Rossa”.
Dietrofront di Toni Mira. Ora Mesagne è una “Bellezza contro la mafia”
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Mesagne Estate 2014. Questa sera in città
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