Cracovia capitolò il 6 settembre del 1939, dopo solo pochi giorni dall’invasione tedesca, immediatamente i nazisti resero evidente il progetto di ghettizzare e ridurre in schiavitù gli ebrei che vi vivevano, non solo nel quartiere ebraico, ma anche nel resto della città, in cui svolgevano attività prevalentemente economiche.
Oscar Schindler, un industriale tedesco nato in Cecoslovacchia, aveva rilevato la fabbrica dopo un fallimento e l’aveva riportata ai livelli di una produzione importante di pentole grazie alla sua intraprendenza e alle sue relazioni più o meno interessate che in seguito gli consentirono di produrre anche munizioni e gavette e di entrare quindi nell’economia di guerra.
I ragazzi sono rapiti, non tutti hanno visto il film, ma si congedano da lei con la promessa di farlo, facendo molto attenzione ad individuare i luoghi di questa meravigliosa città che in questi giorni hanno imparato a conoscere. La visita è continuata lungo il perimetro del ghetto ebraico fatto costruire nel 1941 (quando la maggior parte degli ebrei furono costretti a lasciare il quartiere ebraico e a vivere in spazi ridottissimi in condizioni di grave cattività) e rimasto attivo fino al marzo del 1943, quando furono costretti a trasferirsi in un campo di lavori forzati, a Plaszow, appena fuori Cracovia.
Abbiamo poi assistito ad una rappresentazione teatrale nella piazza delle sedie, un altro luogo simbolo di questa martoriata città, dove sono collocate 70 sedie in bronzo e legno, realizzate da due artisti polacchi che per l’opera si sono ispirati a una fotografia d’epoca in cui una bambina sta trasportando la sedia durante lo spostamento di massa degli ebrei dal quartiere ebraico al Ghetto.
Mille altre cose si potrebbero raccontare di questa giornata nevosa, trascorsa alla scoperta di una città che ha sofferto troppo, il cui dolore è tutto racchiuso negli occhi e nelle parole della nostra guida, Giustina, che parla perfettamente l’Italiano e sogna di venire in Puglia.