L’usanza del pesce d’aprile risale al 1500, quando andò in vigore il calendari Gregoriano. Questa usanza cominciò esattamente in Francia e poi si diffuse in tutta l’Europa. In Italia arriva intorno al 1860. La prima città ad accogliere questa usanza fu Genova. Ricordo che quando ero piccola l’usanza di fare scherzi era molto sentita.
I ragazzini della scuola elementare, si recavano dai sarti del borgo per farsi ritagliare, su stoffe di panno, delle figure a forma di pesce. Poi a scuola, i pesci di stoffa, venivano coperti di polvere di gesso e venivano appiccicati sul retro de grembiuli dei compagni di scuola come scherzo. L’impronta del pesce rimaneva ben visibile, essendo i grembiuli di colore nero.
Le frasi che maggiormente si usavano per fare scherzi erano le seguenti: “Tieni li lazzi ssueti…”( hai le scarpe slacciate) “Tiene ‘na macchje sup’ra la vèste…”( hai una macchia sul vestito). Si facevano scherzi, a volte, molto pesanti, come scrivere lettere anonime. Alcuni rimanevano male, si arrabbiavano moltissimo, e alcune volte se la prendevano con le persone che non c’entravano nulla. Per tutto il giorno si continuavano a fare scherzi per il divertimento di grandi e piccini…
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