Per la verità è evidente che le attenzioni prioritarie della politica locale siano più dirette ai nomi ed ai candidati piuttosto che ai programmi ed alle azioni da mettere in campo per il futuro di Brindisi. La poca attenzione ai programmi, alle idee e alle azioni da mettere in campo nella futura azione amministrativa è da tempo un punto debole delle proposte politiche a tutti i livelli con il risultato che anche quando si riesce a mettere assieme liste capaci di spuntarla numericamente nel confronto elettorale si risulta concretamente poco incisivi sul piano progettuale o peggio ancora litigiosi sulle direzioni da prendere una volta arrivati nel Palazzo.
Il lavoro dovrà essere la direzione che ogni iniziativa e proposta amministrativa dovrà seguire. A partire dalla difesa e dalla tutela dei posti di lavoro esistenti, con attenzione particolare a situazioni industriali o nel settore agricolo, artigianale, commerciale e manufatturiero che rischiano maggiormente di subire le grandi trasformazioni del nostro tempo. Accanto alla salvaguardia di ciò che c’è, la promozione attiva, propositiva, innovativa e creativa di nuove opportunità di lavoro per la grande piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile, che crea le condizioni per il malessere sociale che è terreno fertile per la criminalità di ogni forma.
Su questo chiediamo che ogni gruppo politico e candidato che si presenterà ai brindisini nelle prossime settimane chiedendone il consenso possa #ProgrammareOltreEmergenze, come il metodo del nostro Sindacato sta da tempo stimolando a fare. Perché a Brindisi si progetti #OltreLeEmergenze.