“𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐦𝐢𝐠𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝’𝐚𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐌𝐞𝐬𝐚𝐠𝐧𝐞”. E’ quanto il sindaco Matarrelli ha scritto ieri sui social.
Da quando è sindaco – ha aggiunto – gli era capitato diverse altre volte di ricevere la visita di mesagnesi che hanno lasciato ormai da decenni la nostra città . Mai, però, gli era successo di incontrare quattro concittadini emigrati al nord Italia e in Germania in un solo giorno, per di più di famiglie diverse.
Da quando è sindaco – ha aggiunto – gli era capitato diverse altre volte di ricevere la visita di mesagnesi che hanno lasciato ormai da decenni la nostra città . Mai, però, gli era successo di incontrare quattro concittadini emigrati al nord Italia e in Germania in un solo giorno, per di più di famiglie diverse.
Ieri mattina gli è accaduto. Prima ha incontrato i coniugi 𝘾𝙖𝙧𝙧𝙞𝙚𝙧𝙤, 𝘾𝙤𝙨𝙞𝙢𝙖 𝙚 𝙈𝙖𝙧𝙞𝙤, insieme a 𝙈𝙖𝙧𝙞𝙖, sorella di 𝙈𝙖𝙧𝙞𝙤, (nella foto in evidenza) a Torino dal 1968. Marito e moglie si sono invece traferiti ad Asti dieci anni dopo. “𝙉𝙤𝙣 𝙖𝙫𝙚𝙫𝙖𝙢𝙤 𝙥𝙞ù 𝙣𝙚𝙨𝙨𝙪𝙣𝙤, 𝙜𝙡𝙞 𝙖𝙛𝙛𝙚𝙩𝙩𝙞 𝙥𝙞ù 𝙘𝙖𝙧𝙞 𝙚𝙧𝙖𝙣𝙤 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙞 𝙫𝙞𝙖”, hanno detto. “𝙈𝙖 𝙞𝙣 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙦𝙪𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙩𝙚𝙢𝙥𝙤 𝙨𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙨𝙚𝙢𝙥𝙧𝙚 𝙩𝙤𝙧𝙣𝙖𝙩𝙞, 𝙖𝙡𝙢𝙚𝙣𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙫𝙤𝙡𝙩𝙖 𝙖𝙡𝙡’𝙖𝙣𝙣𝙤, 𝙦𝙪𝙖𝙣𝙙𝙤 è 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙙𝙪𝙚”. Hanno detto che hanno intenzione di acquistare una casa che possa permettere anche ai figli di trascorrere del tempo a Mesagne.
A sinistra il sindaco Matarrelli e Ferdinando Falcone.Successivamente il Sindaco ha stretto la mano a 𝙁𝙚𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙣𝙙𝙤 𝙁𝙖𝙡𝙘𝙤𝙣𝙚, operaio metallurgico emigrato a 18 anni alla metà degli anni Sessanta in Germania a Siegen. Sposato e padre di figli ormai grandi, vive con la moglie incontrata in Germania e originaria di Mesagne anche lei. “𝙌𝙪𝙞 𝙖𝙫𝙚𝙫𝙤 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙞𝙡 𝙗𝙖𝙧𝙗𝙞𝙚𝙧𝙚 𝙞𝙣 𝙪𝙣𝙖 𝙗𝙤𝙩𝙩𝙚𝙜𝙖 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤, 𝙥𝙞ù 𝙥𝙚𝙧 𝙚𝙨𝙖𝙪𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙞𝙡 𝙙𝙚𝙨𝙞𝙙𝙚𝙧𝙞𝙤 𝙙𝙞 𝙢𝙞𝙖 𝙢𝙖𝙙𝙧𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙚𝙨𝙨𝙚 𝙢𝙞𝙤, 𝙣𝙤𝙣 𝙫𝙤𝙡𝙚𝙫𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙤𝙨𝙘𝙚𝙨𝙨𝙞 𝙡𝙖 𝙛𝙖𝙩𝙞𝙘𝙖 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙖𝙫𝙚𝙫𝙖 𝙫𝙞𝙨𝙨𝙪𝙩𝙤 𝙡𝙚𝙞”, ha raccontato. Matarrelli ha concluso così sui social: “Mi seguono, ci seguono, mi hanno raccontato entusiasti e orgogliosi, citandomi iniziative già svolte e da fare. Merito dei social e della tecnologia, certo, ma soprattutto del legame che continua a renderli figli di una terra bella e indimenticabile”.