Per Matarrelli e Marchionna non è più tempo di strette di mano. Anzi. Il rischio sempre più fondato di messa in liquidazione della società partecipata Santa Teresa ha acceso gli animi. E’ ormai scontro tra le due istituzioni: Comune di Brindisi da una parte e Amministrazione provinciale dall’altra. Per dovere di cronaca il sindaco Marchionna é tuttora amministratore (dimissionario) della società Santa Teresa.
Motivo della diatriba: il mancato riconoscimento da parte dei tecnici della Provincia di crediti (circa 300mila euro) per lavori effettuati e inseriti nel consuntivo 2022 della Santa Teresa. Tale somma rischia la messa in liquidazione della società. Non solo. La settimana prossima, e precisamente il 30 giugno, scade la cassa integrazione, che non può essere prorogata, per una ventina di impiegati che rischiano il licenziamento anche se – per legge – sono necessari almeno due mesi di preavviso, per cui per questo tempo, gli impiegati torneranno a lavoro. Da chi saranno pagati? Le casse della Santa Teresa sono vuote.
E veniamo allo scontro politico. Il centrodestra, maggioranza che sostiene il sindaco Marchionna, accusa Matarrelli di voler far cadere in trappola Marchionna lasciando nelle sue mani il cerino acceso e la responsabilità del fallimento della Santa Teresa. Il Partito Democratico fa quadrato attorno a Matarrelli. “Chi ha amministrato finora la Santa Teresa – ha dichiarato il segretario cittadino Francesco Cannalire– conosce bene gli sforzi che hanno compiuto ieri il presidente Rossi e oggi Matarrelli che, tra numerose difficoltà, hanno evitato privilegi ed hanno bloccato le recenti promozioni che avrebbero aggravato ulteriormente le asfittiche casse della società partecipata. Marchionna che ha amministrato la Santa Teresa abbia il coraggio di ammetterlo”.
Matarrelli e Marchionna, non è più tempo di strette di mano
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