La vicenda della Tac rimasta imballata nell’ospedale di Mesagne da tre anni che ha avuto risonanza nazionale sul Tg satirico “Striscia la Notizia” di Canale 5 rischia di assumere toni grotteschi. Per risolvere il problema appare ormai certo che la macchina sarà portata all’ospedale Melli di S. Pietro Vernotico dove potrà essere utilizzata. E’ quanto auspicava questa mattina l’on. Elisa Mariano (Pd) con un comunicato stampa ed è quanto sarebbe stato deciso dalla Direzione Generale dell’Asl. La macchina, che lo ricordiamo non è poi quella che spedita inizialmente a Mesagne in quanto quella successivamente fu trasferita all’ospedale di Ostuni da dove arrivò una Tac meno potente, non può essere attivata al S. Camillo de Lellis in quanto i locali dove doveva essere istallata hanno una destinazione d’uso per la risonanza magnetica. Quindi un errore in sede di progettazione non lo paga chi lo ha commesso ma gli utenti, in questo caso i mesagnesi e quanti utilizzano l’ospedale di Mesagne per i loro problemi di salute.
Che dire. Sarebbe opportuno che qualcuno si muovesse per far sentire la sua voce. Se ne ha ancora. Il sindaco Scoditti che proprio l’altro ieri ha incontrato a Bari l’assessore regionale alla Sanità Pentassuglia, l’on. Matarrelli, i partiti politici mesagnesi, i tanti politici o pseudo tali che in questi giorni si stanno sbracciando ed auto-candidando al governo di Mesagne, quelli che stanno facendo conferenze stampa, che stanno promuovendo incontri e convegni per le primarie del centrosinistra, tutti e di qualsiasi colore politico, facciano davvero qualcosa per questa città e facciano sentire la loro voce a difesa del territorio.
Che dire dopo il danno anche la Beffa. Tanto politichese, tante associazioni e comitati che nascono come i funghi con l’obbiettivo primario di cambiare per non cambiare nulla.
Quanto durerà questa farsa , non è dato saperlo.Intanto si continua a morire di fame, malasanità,……….disoccupazione,corruzione,clientelismo.Fare il politico in Italia paga sempre, e purtroppo per i cittadini che pagano le tasse, nulla di nuovo sotto questo cielo