(di Maria De Guido, nella foto) Una crisi permanente che dura da quasi cinque anni e che, si è capito, potrà finire solo con l’esito delle nuove elezioni quando nella prossima primavera ogni diatriba verrà messa da parte – si spera – e si penserà anche al fatto che c’è una città che aspetta di essere governata. Non destano neanche più scalpore le “pizze in faccia” che i protagonisti dell’attuale scena politica mesagnese si lanciano dalle sedi dei rispettivi partiti, divenute improbabili confessionali di un reality che non garantisce alcuna discrezione. Anzi, con la facilità di uno scatto fotografico inviato con i più moderni strumenti, le frasi di reciproco disprezzo giungono a conoscenza del destinatario in tempo reale. Gli animi sembrano surriscaldarsi quando la mal sopportazione del sindaco Scoditti nei confronti degli attuali – o molto recenti – partner di governo finisce sulla stampa, sui network, nella conversazione reale dei pochi cittadini ancora interessati a questa guerra poco fredda e molto fratricida tutta interna a quel che resta della recente coalizione di centrosinistra.
Nulla di nuovo sotto questo il cielo, verrebbe da dire. Questo Sindaco è sempre stato solo: in questi anni sorretto a testa bassa da quel Pd che ufficialmente non l’ha mai sfiduciato e lontano anni luce da quel Sel che pure è stato la sua stampella di salvezza, offerta quando era sul punto di capitolare suo malgrado, fino all’ultima crisi politica di appena un anno fa.
Sullo sfondo dell’analisi scodittiana i nodi al pettine con l’ala vizziniana, fuori dal governo nell’ultimo anno e oggi sullo stesso fronte dell’asse Matarrelli-Molfetta, intanto per l’appuntamento delle primarie regionali. Un feeling ritrovato dopo i dissidi del rimpasto di giunta dello scorso dicembre e di quelli causati dalla nomina assessorile di Gianfrancesco Castrignanò, uomo “di centro” non indicato dal leader Luigi Vizzino. L’opposizione politica, in questo marasma nel quale qualunque avversario politico sguazzerebbe, tace. Troppi rivoli, tanti frammenti e fughe anche tra quel che resta della vecchia e nuova compagine di Forza Italia, Mesagne Incalza e Progettiamo Mesagne. E mentre si lavora alle nuove alleanze – di quelle che fino a poco tempo fa in molti avrebbero stentato a ipotizzare – l’auspicio è che dall’infervoramento politico di questi mesi cruciali, per il futuro governo della città, emerga la prima verifica politica autentica, quella sulle priorità che attendono il prossimo governo cittadino.
Questa la vera crisi da affrontare, dopo le tante della travagliata Amministrazione Scoditti che si sono tutte archiviate senza aver dipanato granchè.
La crisi infinita dell’Amministrazione Scoditti
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