In 17 anni il Comune ha speso 46.237,26 euro per il canone di locazione per l’attraversamento della pista ciclabile nel tratto di via Marconi. Dal 2007, il Comune ha stipulato una convenzione con l’Acquedotto Pugliese per la concessione dell’attraversamento della pista ciclabile in via Guglielmo Marconi. E ogni anno, il Comune è tenuto a versare un canone di € 2.468,55. Questo accordo ha comportato, fino ad oggi, una spesa crescente per un tratto di pista ciclabile mai utilizzato dai ciclisti. Considerando il periodo dal 2007 al 2024, il canone annuale ha subito delle rivalutazioni, possiamo fornire una stima iniziale dei costi di 46.237,26 euro. Un costo significativo per un’infrastruttura che non ha soddisfatto le aspettative, sollevando interrogativi sulla sua utilità e sulla gestione delle risorse pubbliche.
Il pagamento di un canone per un servizio non utilizzato è emblematico di una gestione inefficace delle risorse pubbliche. In un contesto in cui le amministrazioni locali devono fare i conti con bilanci sempre più limitati, è inaccettabile continuare a finanziare un’infrastruttura che non serve la comunità. È necessario un studio approfondito che valuti l’effettivo utilizzo della pista ciclabile. Se risulta che la sua fruizione è molto limitata, il Comune dovrebbe considerare la possibilità di dismetterla e rescindere la convenzione.
Che si aspetta a togliere quella pista ciclabile
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Quindi voi riportate il costo di questo canone, per il passaggio di una pista ciclabile, e lo giudicate una spesa inutile perché, a vostro giudizio, questa pista non viene utilizzata.
Peccato che non riportiate nessun dato a sostegno di questo non utilizzo, nessun conteggio, nessun rilievo.
Pertanto mi sento in vigore di giudicare la vostra posizione come un opinione: un’opinione motivata da non so cosa, ma di sicuro non dalla tutela di sicurezza di tutti gli utenti della strada.
Cioè anziché fare in modo che la pista ciclabile venga ripristinata in modo corretto, per esempio multando chi la usa sistematicamente come parcheggio, ritorniamo indietro di 20 anni.
Alla faccia dell’ambiente e della sostenibilità.
Complimenti.