
Unico atleta a praticare il ciclismo su handybike a Mesagne, Angelo Rammazzo, 43 anni, percorre mediamente 70 chilometri al giorno. Il suo è un impegno costante per mantenersi in forma e poter affrontare le più alte competizioni, ma anche un occasione per socializzare e dare un buon esempio ai diversamente abili, affinché trovino la forza di mettersi in gioco per abbattere qualsiasi barriera, sia essa materiale o di altra natura.
“Attraverso gli sport che ho praticato – spiega Rammazzo – ho sempre realizzato ciò a cui tenevo di più: l’integrazione nella società e la soddisfazione di raggiungere traguardi insperati. Sono stato dirigente della Federazione italiana sport disabili e ho fatto per alcuni anni l’istruttore di nuoto. A breve mi aspetta un’importante competizione: la Tappa di Sulmona, in vista della quale mi sto continuando ad allenare anche in pieno agosto”. L’handbike è una bicicletta particolare nella quale la spinta proviene dalle braccia e non dalle gambe, utilizza tre ruote, due dietro e una centrale davanti, e consente allo sportivo diversamente abile o con difficoltà di deambulazione, di usare questo mezzo “pedalando con le mani”.
Inoltre, essendo dotata di un cambio a più rapporti, permette di superare le pendenze e di raggiungere elevate velocità. Nelle gare nazionali e internazionali, gli atleti gareggiano suddivisi in varie categorie, sia maschili che femminili. Angelo Rammazzo è molto conosciuto in città: difficile non averlo incontrato almeno una volta mentre sfreccia sulla sua handbike munita di bandierina rossa. Le condizioni delle strade, non sempre adeguate, e le poche piste ciclabili non lo preoccupano.
Angelo continua a correre con l’entusiasmo di sempre, risparmiando critiche o polemiche inutili. Per lui ciò che conta davvero è mettersi alla prova, partire da un traguardo raggiunto e progettarne ancora un altro. Angelo Rammazzo vive la corsa come metafora dell’impegno e dell’amore per la vita che va vissuta con entusiasmo e passione. Dopo l’intervista, Angelo si congeda con una poderosa stretta di mano e un sorriso sincero. Poi di nuovo in sella: la tappa di Sulmona si avvicina.