A Brindisi, il dibattito sul mini-nucleare ha preso piede in seguito a recenti dichiarazioni politiche e alle preoccupazioni espresse da associazioni ambientaliste. La questione è diventata particolarmente rilevante dopo l’annuncio della chiusura della Versalis da parte di Eni, che ha sollevato interrogativi sulla futura sostenibilità del polo industriale locale.
Le associazioni ambientaliste di Brindisi hanno espresso forti riserve riguardo alla proposta di installare un impianto nucleare. In una nota congiunta, hanno criticato le alternative presentate, ritenendole incoerenti e dannose per il territorio. Il dibattito si è intensificato anche a livello politico. L’on. Mauro D’Attis ha sostenuto la candidatura di Brindisi come sede per un mini reattore nucleare di quarta generazione. D’Attis ha argomentato che l’installazione di un impianto nucleare potrebbe fornire energia a basso impatto ambientale, contribuendo così alla de-carbonizzazione e alla sostenibilità del territorio. Una posizione che ha incontrato una forte opposizione da parte di esponenti del Partito Democratico e di movimenti ambientalisti. Mesagnesera su questo delicato tema ha intervistato il mesagnese prof. Pierluigi Lopalco, consigliere regionale e già assessore alla Salute, in occasione della presentazione di un manoscritto di Epifanio Ferdinando sul clima di Mesagne. Vedi il video.
Mini reattore nucleare a Brindisi. Intervista al prof. Lopalco
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