Me lo chiedo spesso. Oggi ancor di più, testimone di tutte le pantomime che accompagnano la discussione e votazione della legge di bilancio dove infilati nei meandri di decisioni molto serie sugli investimenti del Governo Regionale si insinuano estenuanti negoziazioni sul contributo da dare alla Sagra dell’Orecchietta.
Ma il mio contributo oggi penso di averlo dato. O, almeno c’ho provato e sono in pace con la mia coscienza. Sono stato lasciato (quasi) solo a cercare di impedire un ulteriore errore programmatico ai danni della già martoriata sanità regionale.
Si discuteva dello scorporo dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico per essere affidato nelle mani della ASL Bari che possa guidare il percorso verso un centro di eccellenza in qualità di azienda autonoma.
Inutile dire che tutti gli argomenti populisti possibili e immaginabili sono stati utilizzati, il più facile dei quali ridurre la discussione ad una scelta fra gli interessi dei bambini malati e quelli dei baroni universitari.
Spoiler: questa argomentazione ha vinto, promossa a spada tratta dal centro-destra ma purtroppo abbracciata da Governo, maggioranza e – ahimè – tanti del gruppo PD.
Vi spiego in tre parole perché è una scelta sbagliata (potrei usarne di più ma tanto basta):
1. il passaggio alla ASL vorrà significare un disimpegno dell’Università da questo percorso; primo problema: chi pagherà gli stipendi degli universitari che lavorano nel Giovanni XXIII a partire dal 1 gennaio 2025?
2. unità operative centrali come l’oncoematologia pediatrica e la cardiochirurgia pediatrica resteranno nel Policlinico con buona pace del costituendo centro d’eccellenza; impensabile pensare a duplicati in una sanità che fa fatica a trovare pure gli infermieri;
3. non so a che tipo di azienda autonoma si stia pensando, ma se si vorrà fare un IRCCS (istituto a carattere scientifico), i numeri non ci sono neanche ad immaginarli: per farlo servono quantità tali di pubblicazioni scientifiche che con il disimpegno dell’Università saranno impensabili.
Insomma quello che nel cuore dei pugliesi è conosciuto come l’Ospedaletto, come questa manovra è destinato a diventare un Ospedalicchio.
Con buona pace dei Baroni e con le bottiglie di spumante stappate dai baronetti. E con le famiglie pugliesi che continueranno i viaggi della speranza.
Nota del prof. Pierluigi Lopalco, ex assessore regionale alla Sanità e attuale consigliere regionale del Pd