Nell’estate del 1969, durante i lavori di sbancamento nella zona archeologica di Muro Tenente, di proprietà dei monaci Cistercensi, venne scoperto un tesoretto di monete. Questo straordinario ritrovamento, che contava circa 400 monete, fu grazie all’intuito di Tommaso Mola e di altri che, accortisi del tesoro, riuscirono a salvarlo dall’alienazione. Mola raccontò l’episodio su “Il Meridionale” anno XV nn. 31 e 32 del 9-16 ottobre 1969, evidenziando l’importanza della scoperta.
Il tesoretto fu immediatamente portato ai Carabinieri di Latiano e successivamente consegnato al Soprintendente Felice Gino Lo Porto. In seguito, il gruzzolo fu esposto presso il Museo Nazionale Archeologico di Taranto durante il IX Convegno di Studi sulla Magna Grecia, dove si diffuse la notizia del suo reperimento. Tuttavia, si registrò una discrepanza nel numero delle monete riportate, con oltre 300 esemplari menzionati negli atti ufficiali, rispetto alle 400 iniziali, senza che sia stata possibile una verifica chiara della loro sorte.
Dopo un breve periodo di esposizione, le monete furono rimosse dalla circolazione a causa di un tentativo di furto. Si può ipotizzare che il furto, di cui comunque non si conserva alcuna documentazione ufficiale scritta, dovette andare a buon fine.
In quegli anni, Mesagne non aveva ancora un Museo archeologico e ogni reperto salvato dai tombaroli veniva consegnato alla soprintendenza. Nonostante l’interesse degli amministratori locali per un museo in città, le richieste vennero ripetutamente respinte.
Fu un’audace giornalista a cambiare le sorti di questa situazione, pubblicando un articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno con un titolo provocatorio: “Vado a Muro Tenente, trovo un tesoretto e felice, lo porto a casa”. La reazione del soprintendente Lo Porto fu furiosa, ma l’eco dell’articolo portò a un’immediata riconsiderazione della questione. Solo pochi mesi dopo, Mesagne poté finalmente dotarsi di un piccolo museo, inizialmente ubicato nel Palazzo municipale, segnando l’inizio della valorizzazione del patrimonio archeologico locale e la nascita del Museo del territorio “Ugo Granafei”.
Il Tesoretto di Muro Tenente e la nascita del Museo del territorio “Ugo Granafei”
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