Da alcuni giorni, il comando di Polizia Locale di Mesagne ha attivato una postazione di rilevazione della velocità su Via Federico II Svevo, una strada ad alto scorrimento. La decisione ha suscitato reazioni contrastanti tra gli automobilisti, molti dei quali hanno definito il sistema come una “trappola”, sollevando dubbi e polemiche sulla sua legittimità e modalità di utilizzo.
Per fare chiarezza, è importante analizzare cosa prevede il recente Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, entrato in vigore l’11 aprile 2024 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2024). Questo decreto ha introdotto nuove regole riguardanti la collocazione e l’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità, ridefinendo i criteri di autorizzazione e le modalità operative.
Una delle novità più significative riguarda la limitazione dell’autonomia dei Comuni nella scelta dei punti di installazione degli autovelox. Ora, le postazioni devono essere individuate tramite un provvedimento del Prefetto, che deve verificare che sussistano almeno una delle seguenti condizioni:
Elevata incidentalità dovuta alla velocità nel quinquennio precedente;
Difficoltà o impossibilità di contestare immediatamente le infrazioni;
Velocità media dei veicoli superiore ai limiti consentiti.
Per garantire trasparenza e sicurezza, il decreto stabilisce anche che la segnaletica relativa ai limiti di velocità e alle postazioni di controllo debba essere posizionata almeno a determinate distanze dal dispositivo: 1 km su strade extraurbane, 200 m su strade urbane di scorrimento, e 75 m su altre strade.
Le postazioni di controllo possono essere collocate solo se i limiti di velocità sono adeguati alle caratteristiche della strada, e non inferiore a 50 km/h per le strade urbane di scorrimento o di quartiere, né inferiori di oltre 20 km/h rispetto ai limiti standard su autostrade e strade extraurbane.
Il decreto permette anche l’uso di dispositivi a bordo veicolo in movimento, quando non sia possibile installare postazioni fisse o mobili. Tuttavia, questi devono essere conformi alle norme e adeguati entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto, altrimenti saranno disinstallati.
Un punto delicato riguarda l’omologazione dei dispositivi. La Corte di Cassazione, con un’ordinanza del 18 aprile 2024, ha chiarito che le multe rilevate da autovelox non omologati sono sempre annullabili, poiché l’omologazione garantisce la precisione e l’affidabilità degli strumenti di misurazione. Il decreto, pur richiedendo le certificazioni di conformità, non risolve completamente la questione dell’omologazione, lasciando spazio a dubbi interpretativi.
L’attivazione della postazione mobile su Via Federico II Svevo, una strada molto trafficata, si inserisce in un quadro normativo più complesso e regolamentato. Tuttavia, la presenza di molte segnalazioni di automobilisti che definiscono il sistema come una “trappola” riflette il clima di tensione e di sfiducia che può sorgere quando le nuove regole vengono percepite come restrittive o poco trasparenti.
Per gli automobilisti, la raccomandazione è di rispettare sempre i limiti di velocità e di prestare attenzione alla segnaletica, consapevoli che la legge si sta evolvendo per tutelare sia la sicurezza stradale che i diritti di chi guida.
AGGIORNAMENTO: il chiarimento del Comandante Ciracì sulla strumentazione
La nostra redazione ha ricevuto un importante chiarimento telefonico dal Dott. Antonio Ciracì, Comandante della Polizia Locale di Mesagne. Il Dott. Ciracì ha precisato che la postazione mobile attivata su Via Federico II Svevo non si tratta di un autovelox, come inizialmente si era ipotizzato, ma di uno scanner di ultima generazione.
Secondo quanto riferito dal comandante, questa strumentazione serve a verificare che le autovetture in transito siano munite di copertura assicurativa regolare e che abbiano effettuato la revisione valida, contribuendo così alla sicurezza stradale e alla legalità del traffico. Questo tipo di dispositivo, diverso dai classici autovelox, si concentra quindi su controlli amministrativi e di conformità del veicolo, piuttosto che sulla rilevazione immediata della velocità.
Il comandante Ciracì ha sottolineato che tali controlli sono fondamentali per contrastare fenomeni come assicurazioni falsificate o revisione non effettuata, aspetti cruciali per la tutela di tutti gli utenti della strada. Ha inoltre rassicurato i cittadini sul fatto che l’attività dell’ufficio non mira a “multare in serie”, ma a garantire la legalità e la sicurezza, nel rispetto delle nuove normative vigenti.
Questo chiarimento apre un nuovo scenario sui controlli in corso, sottolineando l’importanza di informare correttamente i cittadini sulle finalità e le modalità delle operazioni di Polizia Locale.
Di sicuro è qualcosa per la sicurezza stradale, ma per quei monopattini senza casco e senza luci così come senza targa ‘come il nuovo codice della strada ha stabilito’ che vanno controsenso e stesso problema con le biciclette che non hanno regole, molto spesso svoltando in qualche strada te li trovi di fronte controsenso.
Chi dovrebbe controllare?