
Illustre Presidente, scriviamo per rappresentare la vicenda della Scuola paritaria “Mons. Armando Franco” di Mesagne, esplosa nel torrido agosto di quest’anno. Crediamo che essa sia nota a tutta la comunità locale, tuttavia i fatti si possono riassumere in poche righe.
Dodici anni fa, un gruppo di cittadini di Mesagne, – insegnanti e genitori -, animati da buona volontà e da un grande amore per l’insegnamento, si costituiscono in associazione e si mettono a disposizione di ragazzi ed adulti che, per i motivi più vari, avevano abbandonato la scuola , per aiutarli a riprendere gli studi e a diplomarsi: tutto ciò al costo di una retta mensile irrisoria (circa 30 €).
L’iniziativa ha successo e prima il Commissario prefettizio di Brindisi, poi l’allora Sindaco di Mesagne, Mario Sconosciuto, concedono all’Associazione in comodato gratuito 16 aule della ex Scuola Media statale “ G. Marconi”, ormai dismesssa.. Nel frattempo, l’Istituto ottiene dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia la Parità nell’espletamento della sua attività scolastica di Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici e Sociali.
Alla scuola “Armando Franco” cominciano ad arrivare molte richieste di iscrizione anche dai comuni limitrofi, Latiano, S. Pancrazio, Sandonaci, Brindisi,..) così che lo scorso anno raccoglie 105 iscritti, di cui 48 conseguono il diploma di maturità! Un successone per tutti: per gli entusiasti soci della “Mons. Franco”, ma anche per tutti quegli studenti che reduci da tanti precedenti insuccessi nel percorso scolastico, finalmente raggiungono il sospirato diploma, per i genitori che vedono aprirsi nuove prospettive per i propri figli, per il Comune, ed anche per lo Stato che, dopo aver rischiato di aver speso senza risultato alcuno (dunque sprecato …!!!) centinaia di migliaia di euro, li vede recuperati al successo scolastico.
Ma all’improvviso, con ordinanza sindacale n. 21 del 9.7.12, per motivi non ancora chiari (pare che ne siano stati accampati di diverso tipo: da ristrettezze economiche a “servono per altre associazione” a “inagibilità dei locali”!), il Comune di Mesagne ha sfrattato la scuola nel bel mezzo della raccolta delle iscrizioni.
Questi i fatti in estrema sintesi.
C’è da chiedersi perché, in una terra come la nostra, caratterizzata da una crescente dispersione scolastica si voglia chiudere, – perché in assenza di locali in comodato d’uso gratuito, la scuola chiuderà , data la irrisoria entità delle rette richieste ( 30 euro mensili!)-, una scuola , bene pubblico di per se stessa, votata al recupero di alunni che avevano abbandonato gli studi , accompagnandoli in un percorso formativo verso un profilo professionale di sicuro interesse per il territorio pugliese: non è questo un contributo al bene comune, che realizza pienamente il principio di sussidiarietà? O una scuola paritaria deve essere punita perché sì pubblica, come riconosciuto da USR e MIUR, secondo la legge 62/2000, voluta dal Ministro Berlinguer , ma non statale?
Ma così facendo, a far le spese di tutto ciò, non sono ancora una volta la cittadinanza, le famiglie e gli allievi. D’altro canto, ogni anno lo Stato spende per studente di scuola pubblica statale 5.828 euro nella scuola dell’infanzia, 6.525 nella primaria, 7.232 nella secondaria di primo grado e 7.147 nella secondaria di secondo grado. I contributi alle scuole paritarie pubbliche non statali ( legge 62/2000) sempre calcolati pro capite, ammontano invece, rispettivamente a 584, 866, 106 e 51 euro. Il risparmio che lo Stato realizza per ogni alunno che si iscrive alla scuola paritaria anziché a quella statale è pertanto rispettivamente di 5.244, 5.659, 7.126, 7.096 (in media, 6.281 euro in meno per alunno).E non si vede come lo Stato potrebbe reperire le risorse per finanziare i maggiori costi che si scaricherebbero sulla scuola statale, se le scuole paritarie smettessero di funzionare.Ci sembra ra che le risorse destinate all’istruzione costituiscano, particolarmente in questo periodo di crisi “il primo e più grande investimento per la ripresa”, e perciò appare davvero incomprensibile il provvedimento del Comune di Mesagne.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo ai destinatari della presente un tavolo di concertazione al fine di risolvere il predetto problema e riavviare, con urgenza, l’attività scolastica dell’Istituto Paritario Professionale per i Servizi Sociali e Turistici “A. Franco” di Mesagne prima dell’apertura del nuovo anno scolastico e cioè il 17.09.2012.