L’ultima volta che Peppino Martellotta ce lo disse in pubblico — urlando con un elegante ruggito — fu di venerdì, venerdì 21 aprile 1995, all’ora in cui la sera si accinge a piegarsi alla notte, in Piazza Ciaia, nella nostra Fasano. Ci disse che un democratico e cristiano non ha il compito di portare la religione in politica, né di fare della politica una religione. Un democratico e cristiano ha il privilegio — sì, il privilegio — di sentirsi animato non da un’ideologia, ma da un messaggio di libertà: la forma più alta della dignità umana. E che questo alto messaggio di liberazione — dalla povertà, dall’ingiustizia, dal male terreno e finanche dalla morte — ti consente di ricordare, anche nei momenti più duri e disperati, quelli in cui tutto sembra possa essere ingoiato dal nulla, che esiste qualcosa che è insieme un diritto e un dovere: il diritto di non arrendersi e il dovere di non arrendersi. Grazie, Peppino. È stato un privilegio averti come Maestro.
nella foto Fabiano Amati, assessore regionale