Da 20 anni l’arciprete don Gianluca Carriero non partecipava a questo momento di festa del popolo mesagnese che vive e celebra il 20 febbraio di ogni anno in onore della sua Protettrice, la Madonna del Carmine. Una festa di memoria e di ringraziamento per il dono della sua Protettrice nello storico luttuoso evento del terremoto del 20 febbraio 1743 e nelle tante difficili vicissitudini della vita personale, familiare e sociale. Le cronache
dicono che fu la Vergine a salvare Mesagne da danni maggiori ed i mesagnesi, benché il tempo fosse inclemente, si recarono ugualmente nel Santuario del Carmine per ringraziarla, prelevarla e condurla in processione in Chiesa Madre al fine di tributarle i sentimenti di gratitudine per lo scampato pericolo.
“E’ stata una grande esperienza della nostra comunità. Godiamocela e comunichiamola agli altri”, ha detto don Gianluca. La Chiesa Madre in questi giorni è stata la Chiesa di tutti i mesagnesi. Don Gianluca non immaginava questo grande concorso di popolo attorno alla Madonna del Carmine. “Riportandola al Santuario, nella sua casa, non avremo nostalgia quando torneremo nella Chiesa Matrice e la troveremo vuota. Il contrario della nostalgia è la benedizione”. Ed ha invitato il popolo mesagnese ad accogliere e a dare benedizione. “In questi giorni l’abbiamo ricevuta da Lei con una parola, uno sguardo, un gesto. Portiamolo nel cuore. Saremo più calmi e sereni nella nostra vita perché la Madonna guarda all’insieme, punta sempre al bene, e ha come obiettivo la Pace. Tutti nei contesti in cui operiamo, da quello personale a quello familiare, a quello collettivo, pubblico politico sociale, tutti abbiamo bisogno di acquisire lo sguardo della Madonna per essere in pace e diffondere la pace”. Infine ha ringraziato il Sindaco, l’Amministrazione comunale tutta, le autorità civili e militari, il clero mesagnese, il concerto bandistico cittadino, le religiose, i religiosi, i tanti giovani e adulti che hanno partecipato ai riti della novena, il comitato feste patronali, quanti si sono alternati nella veglia durante il giorno e la notte perché la Madonna non restasse sola. “Siamo stati con Lei con una gioia diversa, proviamo a vivere questi momenti nelle nostre case e nella nostra città”.
“Lo sguardo di Maria come quello di ogni mamma”
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