Il 25 novembre arriva ogni anno con lo stesso carico di silenzi e domande sospese. Non è una data qualunque: è il giorno in cui il dolore di tante storie interrotte torna a bussare alle nostre coscienze, chiedendoci di non dimenticare. È un giorno che parla a tutti, che ci costringe a guardare ciò che spesso si evita di vedere.
Anche quest’anno indossiamo il rosso. Un colore che dovrebbe raccontare amore e vita, e che invece si è trasformato nel simbolo di ciò che alle donne viene troppo spesso strappato: libertà, dignità, futuro. Quel rosso lo portiamo addosso perché non vogliamo che diventi routine, perché ogni volta ci ricorda che dietro un numero c’è un volto, un nome, una storia che non c’è più.
Dall’inizio del 2025, in Italia, più di 60 donne sono state uccise. È una cifra che pesa, che soffoca, che non può diventare normalità. Anche la nostra terra non è stata risparmiata. A Brindisi abbiamo pianto Lucia Chiapparino, 75 anni, uccisa nella casa dove avrebbe dovuto sentirsi al sicuro. Una vita spezzata in un luogo che avrebbe dovuto proteggerla. Una storia che brucia, come tutte quelle che ci ricordano quanto sia sottile il confine tra quotidianità e tragedia.
Giusy De Simone, segretaria Flai Cgil Brindisi afferma che :
“La violenza vive nelle parole che feriscono, nei gesti che umiliano, nei silenzi che schiacciano. Vive nelle campagne, tra le donne che lavorano piegate dal sole e dalla fatica, e che troppo spesso subiscono soprusi che non vengono raccontati. Donne che, terminate le ore nei campi, tornano in case dove la violenza assume forme diverse, più intime, più invisibili, ma non per questo meno devastanti.
Questo 25 novembre lo dedichiamo a loro. A tutte le donne che resistono. A quelle che non parlano perché hanno paura, e a quelle che non parlano perché non sanno se qualcuno le ascolterà. Lo dedichiamo a chi sopporta in silenzio, a chi cerca una via d’uscita, a chi non riesce più a immaginarne una.
Eppure, una strada c’è. Una strada che comincia da un gesto semplice e rivoluzionario: chiedere aiuto. Non siete sole. C’è una comunità che può tenervi la mano, che può accompagnarvi, che può proteggervi. Ci sono associazioni, servizi, persone. Ci siamo noi. Ripartire da noi significa proprio questo: riconoscere che la forza di una donna non si misura dalla sua capacità di resistere al dolore, ma dalla possibilità di scegliere una vita diversa. Una vita libera dalla paura. Una vita piena, serena, intatta.
La Flai Cgil Brindisi prende parola per dire basta. Basta violenza nelle case, nelle strade, nei campi, nei luoghi di lavoro. Basta colpevolizzazioni, basta silenzi, basta omissioni. Immaginiamo un futuro in cui ogni donna possa camminare senza timore, guardare avanti senza dover controllare chi ha alle spalle, lavorare senza subire prepotenze, vivere senza dover essere forte per forza. Quel futuro è possibile. Ma comincia da qui, da noi, da questo 25 novembre.
Ripartiamo insieme. Con coraggio. Con voce ferma. Con l’idea che nessuna donna debba più temere ciò che dovrebbe proteggerla.