La comunicazione oggi occupa un posto centrale nella nostra società. Un posto – noi pensiamo – che deve essere un luogo di incontro, non di scontro. Non deve creare scontri, ma costruire ponti. Noi giornalisti oggi siamo chiamati a dire parole chiare e profonde, capaci di illuminare e non di confondere. Noi siamo solo dei messaggeri: non degli Dei, ma della realtà. Siamo chiamati a essere interpreti fedeli della realtà. Ricordiamo che la verità non è mai un’arma, ma un Bene comune. Viviamo un momento storico in cui le parole possono unire o ferire, informare o manipolare, illuminare o confondere. La velocità con cui le notizie circolano, la pressione dei social, la polarizzazione del dibattito pubblico, diventato spesso uno scontro tra ultras da stadio, stanno trasformando la comunicazione, l’informazione stessa, in un campo di battaglia che nulla dovrebbe avere a che fare con il compito del giornalista.
Post precedente
La foto del giorno
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio