Sono molte le lamentele dei mesagnesi, privati da un giorno all’altro delle somme disponibili sul proprio conto, anche se modeste e necessarie per il sostentamento quotidiano.
Il Comune di Mesagne attraverso l’agente della riscossione del Gruppo Andreani Tributi, accede direttamente all’archivio dei rapporti finanziari, senza alcuna preventiva autorizzazione del Tribunale.
A causa della crisi economica, aggravata dalla pandemia, molti cittadini non riescono più a pagare l’IMU, la Tassa Rifiuti o le varie imposte locali.
D’ora in poi bisognerà fare molta attenzione, poiché lo scorso settembre è entrata in vigore una riforma che facilita la riscossione dei crediti da parte di Enti locali, come Comuni, Città metropolitane, Comunità montane, garantendo loro l’accesso diretto all’anagrafe dei rapporti finanziari, quindi ai conti correnti.
L’accesso alle informazioni sui conti correnti dei contribuenti era riservato fino allo scorso settembre all’Agenzia delle Entrate, alla Guardia di Finanza e ai concessionari della riscossione. Il Decreto Semplificazioni offre questa possibilità anche agli Enti locali, per permettere la riscossione di imposte e tasse di propria competenza.
L’avviso di accertamento esecutivo è un titolo esecutivo a tutti gli effetti, equiparabile all’atto di precetto. Pertanto, in caso di esecuzione diretta, grazie alla riforma contenuta nella Legge n. 120/2020, l’Ente Locale, decorso il termine indicato nell’avviso di accertamento, può pignorare immediatamente il conto corrente.
L’atto di pignoramento viene notificato alla banca o altro intermediario finanziario e al debitore, cui viene assegnato il termine di sessanta giorni per provvedere al pagamento.
In difetto di pagamento, l’Ente Locale richiede all’intermediario finanziario di versare in suo favore la somma pignorata senza necessità di alcuna autorizzazione da parte del Tribunale.
Come è facile intuire, si tratta di un procedimento celere che può mettere in difficoltà molti contribuenti.
Cosa può fare il contribuente?
Si può evitare il pignoramento chiedendo di rateizzare il debito, ma la richiesta va presentata entro sessanta giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento esecutivo.
La dilazione può essere concessa da un minimo di 4 ad un massimo di 72 rate a seconda dell’ammontare della posizione debitoria; in ogni caso la rateizzazione non può essere richiesta per debiti di importo inferiore ad € 100,00.
Il contribuente ottiene lo sblocco del conto corrente dopo il pagamento della prima rata. In caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive, il contribuente decade dal beneficio del termine e non può più rateizzare il debito.