Il filmato girato nel primo pomeriggio di giovedì 19 febbraio sul litorale nord di Brindisi, zona Acque Chiare, proprio di fronte al parco comunale Sbitri è più eloquente di qualsiasi altra cosa. La mareggiata di inizio settimana ha letteralmente sbriciolato altri tratti di costa, facendo franare sulla battigia la base di argilla su cui oltre cinquant’anni fa fu costruita la strada carrabile che viene percorsa da migliaia di auto, specie in estate, per raggiungere i lidi. In alcuni tratti la frana è giunta fino al margine della carreggiata che mostra già evidenti segni di cedimento. Alcuni chilometri più a nord, in località Giancola, ancora non si è posto rimedio al crollo della falesia che interessò la strada ben sei anni addietro. Anche se da Palazzo di città fanno sapere che sarebbe stato trovato il finanziamento per poter procedere in tempi -burocazia permettendo -stretti.
Ad oggi chi dovesse percorrere la litoranea da Apani in direzione sud viene deviato per circa un chilometro fra le stradine dissestate delle villette e case estive ivi esistenti, una situazione che in estate, quando la zona si popolerà di famiglie e bambini e le auto saranno centinaia, rischia di diventare insostenibile.
Non ci vuole un grande esperto della materia per capire che l’unica soluzione praticabile, a medio termine, per non sprecare denari pubblici per opere inutili, è quella di arretrare il tracciato della litoranea dal momento che il moto ondoso del mare, la sua forza e le maree, non si possono certamente contenere con due transenne ed un semaforo
Alessandro Caiulo