Ne hanno discusso nel frantoio ipogeo Mor Efrat, coordinatrice del Dipartimento dei Territori Occupati di Medici per i Diritti Umani-Israele, Marie Aude Tavoso, Presidente di Medici per i Diritti Umani, Gino Stasi di Salute Pubblica e Sara Zongoli, Medici per i Diritti Umani Puglia.
Nel rapporto “Inequality in Health-ineguaglianze in salute” è stato rilevato che l’aspettativa di vita dei Palestinesi è di dieci anni inferiore rispetto a quella degli Israeliani. Nei territori palestinesi la mortalità infantile è cinque volte più elevata rispetto a quella registrata in Israele e la mortalità materna si attesta su un dato che è quattro volte superiore a quello israeliano. La spesa sanitaria nazionale in Palestina è di circa un ottavo rispetto a quella israeliana e i vaccini contro malattie infettive – epatite A, varicella, polmonite – vengono somministrati solo agli israeliani. “Un bambino palestinese e uno israeliano, che vivono a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, non ricevono le stesse cure mediche” ha fatto notare nel suo intervento Gino Stasi. La crisi che affligge il sistema sanitario palestinese è determinata dal controllo israeliano dei territori palestinesi. “Di fatto – ha sottolineato Mor Efrat – due popoli che vivono nello stesso territorio e sotto lo stesso governo, non godono affatto degli stessi diritti, a partire dal diritto alla salute. Questo viene limitato da Israele che interferisce non solo sulla libertà di circolazione dei pazienti, dei medici e dei farmaci, ma anche sui finanziamenti stanziati, spesso negati all’autorità palestinese come forma di punizione”.
Mesagne non è nuova a questo genere di riflessioni, sui temi caldi di politica internazionale. Nel 2005 il sindaco Mario Sconosciuto deliberò simbolicamente l’acquisto di dieci kit scolastici in favore di bambini palestinesi.
Presentato a Mesagne il rapporto “Israele e territori palestinesi: ineguaglianze in salute”
Post precedente
Network Scuola Impresa al Giorgi di Brindisi
Iscriviti
0 Commenti
il più vecchio