Ha richiamato 20mila visitatori la Grande Mostra “Negli anni dell’Impressionismo, da Monet a Boldini”, evento che ha portato nel castello normanno-svevo di Mesagne, organizzata da Micexperience Rete di Imprese e curata dalla prof. Isabella Valente, docente nell’Università di Napoli Federico II. Nelle sale nobili del castello sono state esposti 153 capolavori originali. Ben 94 giorni di mostra aggiunti al calendario sono la prova più evidente dell’apprezzamento che ha riscosso. “Quella di Mesagne resta la mostra più importante allestita nella seconda metà del 2025 a sud della Capitale – ha ricordato Pierangelo Argentieri -. Anche quando a fine novembre alcune delle opere hanno preso l’itinerario di altre mostre in Italia e all’Estero nulla è stato tolto al pregio della mostra mesagnese che ha continuato a stupire per la completezza dello svolgersi dei temi proposti e per la competenza con la quale è stata allestita. Il nostro De Nittis ha continuato ad attirare l’attenzione assieme alle Ninfee di Monet che sono rimaste uno dei pezzi iconici della mostra e mentre iniziamo a disallestire le sale nobili, sento di dire che Mesagne resta uno dei poli di attrazione artistica della Regione. Stiamo lavorando ad un nuovo progetto su Mesagne sarà un progetto immersivo, un’occasione di riorganizzazione urbana degli spazi, che ci vede ancora una volta impegnati nella valorizzazione culturale del territorio che trova innanzi tutto l’apprezzamento dei pugliesi. Al momento aggiungo soltanto che, aspettando che il castello torni in auge, proporremo un percorso d’arte che esce fuori da questo monumento”.
Ha chiuso i battenti la Grande Mostra sull’Impressionismo
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