“Noi in balìa dei delinquenti”. Stefano Blasi (nella foto) responsabile dei servizi di Best Union pe la Puglia, società che gestisce il servizio steward dello stadio San Nicola, ha una sua idea su come cercare di limitare episodi simili a quello accaduto domenica scorsa a Torino dove una bomba carta lanciata dal settore degli ultras bianconeri ha ferito una decina di tifosi granata. “Bisognerebbe che le forze dell’ordine facessero maggiore prefiltraggio non all’interno dello stadio ma prima. Inoltre ci vuole maggiore presenza di polizia; uno steward che si vede vicino un poliziotto si sente più incoraggiato, più sicuro. Purtroppo è vero che spesso restiamo in balìa degli ultras molti dei quali arrivano premeditati perché è gente che viene allo stadio per dare sfogo alle loro frustrazioni quotidiane”.
Stefano Blasi con i suoi ragazzi ha oramai acquisito una lunga esperienza. Ha lavorato in occasione della finale di Roma di Champions League Manchester United-Barcellona (2009), la finale di Coppa Italia Juventus-Napoli (2012), di Supercoppa Juventus-Lazio (2013) di Coppa Italia Lazio-Roma (2103) e di numerose partite della nazionale italiana oltre ai Trofei Tim 2012 e 2013.
“Spesso gli ultras sono in contestazione con la società e lanciano in campo fumogeni, bombe carta e quant’altro proprio per far pagare multe salate alla società. Per fare un controllo al 100% la gente dovrebbe arrivare allo stadio 5 o 6 ore prima e, inoltre, la polizia dovrebbe avere turni di lavoro più lunghi che, per contratto sindacale, non possono fare. Ecco perché non sarà mai possibile fare un controllo sicuro ma solo al 50-60%. Spesso gli ultras per entrare materiale proibito usano le donne. Come si fa a controllare una mamma che arriva allo stadio con il bambino. Come si fa ad aprire tutti i panini che si portano dietro? Magari tra 4-5 panini c’è quello che contiene i fuochi, polvere da sparo, botti, ecc.”.
La vita impossibile di uno steward per appena 30 euro. Giovani che la domenica partono nel primo pomeriggio per tornare a casa a notte inoltrata. “Per 30 euro. Le società di calcio si sono messe d’accordo per questa cifra. Con noi lavorano giovani disoccupati o padri di famiglia che hanno bisogno di un altro piccolo reddito per far quadrare i conti della famiglia. Per fortuna la Digos e i Gos (gruppi operativi sicurezza) della Polizia di Stato che seguono i gruppi organizzati sono molto esperti e fanno un lavoro certosino. Ma anche gli steward avrebbero bisogno di metal detector e di essere autorizzati a perquisizioni più accurate”.
Lo stadio san Nicola è sicuro. “Tutto sommato si. Quest’anno le delusioni non sono mancate eppure non ci sono stati casi eclatanti. Solo in una occasione nel corso di una bonifica abbiamo trovato dei fumogeni che erano stati messi un una busta per poi essere utilizzati durante la partita”.
Non ci sono rimedi? “Si, a mio parere bisognerebbe dare più Daspo. Questo è l’unica terapia per limitare questo triste fenomeno che rischia di far morire il calcio. Diversamente rischiamo di distruggerlo definitivamente”.