Bisogna narrare la realtà. Invece sembra che la situazione le stia sfuggendo di mano. Giorgia Campana, candidata per il centrodestra alla carica di Sindaco di Mesagne, cerca una soluzione alla sua difficile campagna elettorale. Scalpita, cerca uno sbocco, una soluzione e si inventa una città che non c’é. Il dito lo dovrebbe puntare contro chi da anni è assente in questa città; contro chi ha messo in piedi due liste che il centrodestra mesagnese, dove ci sono tante persone per bene, non avrebbe meritato. Come pensa di prendersi i voti degli anti Pd e degli anti Matarrelli, indossando armatura e mannaia? E’ assurdo sostenere che Mesagne sia rimasta quella che ha descritto. Meglio se parlasse della Città che vuole costruire, anziché sostenere una tesi che non regge, e che offende quanti, Istituzioni, Classe Politica (tutta), Forze dell’ordine, Chiesa, Associazionismo hanno fatto in questi anni, anche a proprio rischio, per cambiare il volto della città. Si lamenta con i giornali. Campana “soffre” la battaglia elettorale e dinanzi ad un microfono diventa un fiume in piena. Grazie a nome della categoria.
Bisogna narrare la realtà
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Visto che ce lo ha fatto pesare, e ci ha tenuto a sottolinearlo, che scendeva a Mesagne 3 mesi l’estate… Gli ultimi ricordi di questa qui risalgono comunque ai tempi delle scuole medie e superiori, ora, chi si lamenta che vada in giro con la mannaia, ma ha sempre fatto così: punta una cosa, crede che è sua e quando non se la fila giustamente nessuno comincia a dare colpi di mannaia, nulla di nuovo.
Difficile non notare cosa si è scatenato sui social da parte di fantomatici sostenitori del centro destra, dopo questo intervento: tutti abbastanza lunghi negli interventi, ma anche rigorosamente anonimi, roba che uno dice ja chi me la fa a fare? E allora vedrò di essere riconosciuta pure io dai contenuti, purtroppo la candidata la cui memoria storica per capire chi è si spinge fino a trent’anni fa è questo che leggiamo, anche perché lo scrive e dice lei e fortuna ci sono i video e gli scritti rispetto ai cunti di paese: non riesce a incassare i: non mi interessa.
A memoria d’uomo non si ricorda una campagna elettorale così: tra vecchio e nuovo: voglio una cosa, non la posso avere… quindi la distruggo… O almeno ci tento.
Quante discussioni, questa ha fatto sempre così: si sceglieva qualcuno… E solo perché l’aveva pensato, credeva che fosse al suo servizio, e costruiva certe nomee che poi sono rimaste a lei, stessa cosa con quello che dice e nega salvo poi dichiarare quello che può tornare a lei se si ascolta neanche attentamente quello che dice ancora oggi.
Lo sapete che mi ricorda questo diciamo dibattito? Quando per ciò che aveva solo nella sua testa qualche “relatrice” qualcuno passava “per gay” perché neanche sapeva che esistesse oppure stando alle nomee che ovviamente non prendeva lui, chi lo relazionava non valeva niente, nella personalità così come nei contenuti, e basta… Tanto contenuti in ogni caso non ne abbiamo visti.
Io penso che l’era dei capetti sia finita al liceo, salvo questi rimasugli, nessuno ha avuto un’ascesa brillante poi nella realtà.