Rogoli, candidato sindaco del campo largo, è super favorito. Prova a sfidarlo Campana: al suo fianco solo due liste
Una canzone dei Ricchi e Poveri riecheggia lungo il vicolo colorato dai gerani rossi. La strada è piena di fioriere variopinte a ridosso dei portoni delle abitazioni, i residenti ne sono orgogliosi. La musica arriva da uno dei tanti locali che negli ultimi anni sono spuntati a decine nel centro storico di Mesagne. Ristoranti, pizzerie, vinerie, bistrot. Ce n’è per tutti i gusti. In quelle stradine dove sino al 2000 si aveva paura anche a camminare per la presenza asfissiante della criminalità organizzata, oggi passeggiano i turisti. Certo nessuno qui crede ai miracoli, ma indubbiamente da queste parti tanto è cambiato. E i mesagnesi lo dicono con orgoglio, è merito della comunità «ma anche delle ultime amministrazioni che si sono succedute”, ripete più di qualche gestore delle attività del centro. Per questo le elezioni comunali da queste parti sono molto sentite. Mesagne torna al voto dopo neanche due anni. Le dimissioni anticipate dell’ex sindaco Toni Matarrelli, il sindaco più votato d’Italia con il 95 per cento delle preferenze al secondo mandato, hanno lasciato l’amaro in bocca.
Rogoli: “Cercherò di portare avanti la straordinaria crescita della città tenendo tutti uniti”
«È rimasta l’amarezza. Non è che siamo contenti che sia andato via». – spiega Roberto D’Alosio, conosciuto come Biglioncino, lui è il proprietario del famoso fruttivendolo della Porta Grande. Ma poi aggiunge: «Ma Toni resta Toni». Una frase che da queste parti viene ripetuta come una preghiera. Matarrelli, attuale presidente del Consiglio regionale, ad ottobre scorso dopo un anno e pochi mesi dalle elezioni si è dimesso da sindaco per candidarsi a consigliere regionale. Civico di Emiliano, si è poi candidato alle regionali nella lista del partito democratico. Nella stessa lista è ricandidato oggi come consigliere comunale. Insomma vuol restare con un piede nella sua casa. La sua presenza e il suo peso nella campagna elettorale e nel paese sono molto sentiti. Qui i candidati sindaco sono due. Da una parte Francesco Rogoli, 38 anni assicuratore laureato in Economia, è il candidato del centrosinistra allargato. Rogoli è il segretario provinciale del Partito democratico, un ragazzo amato da tanti, cresciuto a pane e politica. Dall’altra parte per il centrodestra c’è Giorgia Campana, imprenditrice, 48 anni, mamma di 3 figlie, civica pura, che con la politica non aveva mai avuto niente a che fare. Una partita difficilissima per il centrodestra, a sostegno della candidata ci sono solo due liste (con 13 candidati ciascuna) contro le sette che sostengono Rogoli (con 16 candidati in ciascuna lista). Nell’ultima legislatura, con il plebiscito a Matarrelli, il centrodestra non riuscì ad esprimere neanche un consigliere. Già trovare qualche candidato è stata un’impresa ardua, ma Giorgia Campana con determinazione ha voluto mettere la bandierina e portare avanti la battaglia.
Campana: “Rincorro la trasparenza spesso ostacolata da un velo di ipocrisia e e opportunismi”.
Punta «Sulla trasparenza e la partecipazione democratica, spesso ostacolata sotto un velo di ipocrisia e di accordi opportunistici, che fanno male alla democrazia», dice. Nel centrosinistra il nome di Rogoli è quello che è riuscito a mettere d’accordo tutti. «Mesagne ha conosciuto un periodo di crescita straordinaria – spiega – che dobbiamo fare in modo che non si interrompa. Ho dato la mia disponibilità quando ho capito che attraverso la mia candidatura potevamo unire tutti coloro che hanno dato un contributo fondamentale al percorso che ha portato la città a diventare la realtà che è oggi».
Mesagne da sempre è considerata nella provincia di Brindisi la “roccaforte rossa” e un po’ lo raccontano anche le sue vie. Nel centro storico a due passi dal castello Svevo si trovano gli uffici della Cgil, l’insegna all’esterno dice Camera del lavoro, all’interno delle stradine si intravede invece la vecchia scritta “Società operaia”, e poi c’è la sede dell’associazione culturale “Di Vittorio”. Per ironia della sorte all’incrocio di Piazza Matteotti spunta da un muro una bandiera di Fratelli d’Italia, pare sia stata messa in ricordo dell’ avvocato Pietro Semeraro, che abitava nella zona. In realtà in piazzetta si sussurra che la vera battaglia in queste amministrative è all’interno del centrosinistra: tra Matarrelli e la lista “Per” dell’ex consigliere regionale Mauro Vizzino, che ha candidato suo padre Luigi, apprezzato sindacalista della città. Il risultato dell’attuale presidente del Consiglio regionale, che ha schierato suo uomini in tutte le liste, sembra scontato, ma la famiglia Vizzino vuol far sentire il suo peso nella coalizione. Nel Pd è candidata anche Rosanna Saracino, l’ex avversaria di Matarelli al primo mandato, così come Fabio Marini, il presidente dell’Antiracket. Rogoli infatti dovrà cercare di portare a casa un buon risultato per non rischiare di essere oscurato dall’ex sindaco. Una battaglia tutta in casa.
Da Repubblica del 20 maggio 2026. Servizio di Lucia Portulano
La foto in evidenza é di Repubblica