Carlo Molfetta, mesagnese di 42 anni, vive tra Roma e la Puglia, ma Mesagne resta la sua città del cuore, dove risiedono sua madre e sua sorella. Da quando è stato nominato direttore generale del Comitato dei Giochi del Mediterraneo, trascorre molto più tempo nella sua città d’origine.
D. Lei si è trasferito a Roma quando aveva 16 anni, cosa è cambiato da allora? «Mesagne oggi è un piccolo gioiello. È successo il miracolo, è una terra che si è riscattata e che fa parlare di sé per le sue eccellenze a livello politico e organizzativo».
D. Cosa chiede ai nuovi amministratori. «Guardo alle città del Nord Europa dove c’è decoro, pulizia e organizzazione. Penso che debbano ispirarsi a queste. È stato già fatto tanto anche nelle periferie, ma si può migliorare».
D. Come uomo di sport pensa che bisogna fare qualcosa? «Quello che è stato fatto in questi anni non è banale, ci sono due campioni olimpici, la Virtus Mesagne ha vinto il campionato. È una città piccola ma ha tante eccellenze a livello sportivo. C’è un palazzetto ed è una città che ha tanto da offrire dal punto di vista infrastrutturale, comprese le palestre scolastiche».
D. Cosa auspica per queste amministrative? «A prescindere dalle persone, mi auguro che la nuova amministrazione continui su questa strada. Il sindaco Matarrelli dal 2019 ha fatto tanto bene ma ovviamente non si può fare nulla senza la consapevolezza dei cittadini. Un plauso va ai cittadini che tengono alla città, la curano e la proteggono. Chi viene in vacanza in Puglia non può non visitare Mesagne, assicuro che ne vale la pena».
Nella foto Carlo Molfetta mesagnese di 42 anni, nel 2012 campione olimpico a Londra di taekwondo
Da Repubblica del 20 maggio 2026. Servizio di Lucia Portulano