Non ha parlato delle grandi questioni che pure avrebbero incuriosito i presenti. Sarebbe stato interessante, per esempio, sapere qualcosa di più di quanto emerge dai media sul dibattito si è aperto sulla complicata riforma della scuola. Roberto Speranza, 36 anni, di Potenza, per chi segue la politica nazionale, è un volto conosciuto. Capogruppo del Pd a Montecitorio, si è dimesso dall’incarico (“perché non potevo firmare la sostituzione dei miei amici in Commissione Parlamentare Affari Costituzionali“). Un volto che staziona nei circuiti mediatici che avvolge la politica, molto presente nei salotti televisivi. Deputato da due anni, è stato consigliere comunale della sua città ,  Potenza, e per un anno è stato anche assessore all’Urbanistica.
All’incontro, svoltosi ieri sera presso l’associazione Di Vittorio, erano presenti il candidato sindaco Ninni Mingolla, Clara Bianco candidata al Consiglio regionale, numerosi giovani, uomini e donne che hanno accettato la sfida di contribuire con il loro impegno a ridare un volto nuovo al Pd mesagnese. E a loro che l’on. Speranza si è rivolto per ringraziandoli di aver accettato l’onere e l’onore di rappresentare il Partito Democratico. “A me manca non essere più consigliere comunale della mia città – ha detto -. Una esperienza bellissima, intensa, il rapporto con i miei cittadini è stato straordinario. Chi decide di spendersi e dedicare un pezzo della propria vita per la sua comunità non può non partire dalla sua città . Grazie a Clara Bianco e a Ninni Mingolla, grazie a voi tutti candidati consiglieri che avete deciso di farvi carico di questa enorme sfida. Non c’è niente di più difficile oggi entrare in una casa per chiedere il voto sapendo che passeranno i candidati di altri partiti, sapendo che nelle famiglie oggi si vive di forti preoccupazioni perché manca il lavoro e spesso non si riesce a far quadrare i conti. Ma è una sfida che vale la pena di vivere e che dà il senso di cosa dovrebbe essere la politica, rapporto quotidiano con la nostra comunità e cercare di costruire insieme risposte possibili”.
Oggi si parla troppo spesso di cambiamento. Cosa significa. Una parola forte che rischia di essere inflazionata. “Il cambiamento non parte mai dall’alto. Si può fare davvero se dal basso c’è una spinta forte. Il luogo ideale dove questo si può realizzare è l’elezione comunale”. E poi il Pd, il più grande partito del Paese, il dibattito interno spesso forte, forse troppo (“ma io non uscirò mai dal partito). “E’ un partito straordinario, pieno di esperienze e di culture diverse. Chi 20 anni fa avrebbe mai creduto e immaginato l’incontro tra i cattolici democratici, socialisti e del lascito del comunismo italiano? Invece siamo qui, siamo nella storia e siamo l’unico punto di tenuta dal Paese. Siamo il Partito della Nazione, una responsabilità enorme. Dall’altra parte Berlusconi, Grillo, Salvini non possono rappresentare un’alternativa. Ma – ha concluso – non c’è bisogno di eroi, non abbiamo bisogno di miracoli roboanti. Abbiamo bisogno solo di persone serie e sobrie come Ninni e Clara, come voi. Partiamo dal basso, parliamo ai ceti sociali, raccogliamo le profonde inquietudini che ci sono”.
Roberto Speranza: “Grazie di aver accettato questa sfida”
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