Un appello alla comunità, alle istituzioni e ai servizi sociali per difendere la dignità di un giovane migrante vulnerabile. Lo chiedo alla cittadinanza, alle istituzioni, ai servizi sociali, al mondo dell’associazionismo, agli educatori, agli amministratori delle pagine social e a tutti coloro che hanno responsabilità civili e sociali nella nostra comunità.
Da tempo assistiamo, con crescente preoccupazione, alla diffusione sui social network di contenuti e commenti che espongono un giovane migrante in condizione di vulnerabilità alla derisione pubblica. A ciò si aggiungono parole offensive, messaggi discriminatori e, in alcuni casi, commenti apertamente razzisti e xenofobi.
Di fronte a tutto questo, una domanda diventa inevitabile: quanto ancora dovremo tollerare che una persona fragile venga trasformata in un bersaglio pubblico senza che vi sia una chiara presa di posizione da parte della comunità e delle istituzioni?
Non si tratta di una semplice polemica sui social. Si tratta della dignità di una persona. Si tratta del rispetto dei valori di inclusione, solidarietà e convivenza civile che dovrebbero caratterizzare Mesagne.
Preoccupa non soltanto il comportamento di chi deride, insulta o discrimina, ma anche il silenzio che spesso accompagna questi episodi. Per questo è legittimo chiedersi: dove sono le azioni di sensibilizzazione? Dove sono le iniziative di contrasto ai discorsi d’odio? Dove sono le voci che dovrebbero richiamare tutti al rispetto della dignità umana?
I servizi sociali, le istituzioni e tutte le realtà educative del territorio svolgono un ruolo fondamentale nella tutela delle persone più fragili. Oggi più che mai è necessario che tale ruolo si traduca anche in una presenza pubblica capace di contrastare fenomeni di esclusione, discriminazione e disumanizzazione.
Una comunità non si giudica da come tratta chi è forte, ma da come protegge chi è vulnerabile.
Per questo rivolgo un invito a tutte e tutti: non restiamo indifferenti. Contrastiamo il razzismo, la xenofobia, il bullismo e ogni forma di odio online. Difendiamo il diritto di ogni persona a essere rispettata, indipendentemente dalla sua origine, dalla sua storia o dalla sua condizione sociale.
La dignità umana non può essere sacrificata per qualche like, qualche visualizzazione o qualche commento offensivo.
Mesagne ha le risorse morali, sociali e civili per reagire. Facciamolo insieme, prima che il silenzio diventi complicità.
Gino Stasi – Educatore (nella foto)
Mesagne, quanto ancora dovremo tollerare odio e derisione sui social?
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io faccio un appello alla comunità per difendere tutti i i giovani fragili di pelle bianca così mi associo all’appello del signore in foto e copriamo tutto lo spettro delle razze umane.
Premesso che prendere in giro chiunque è un gesto deprecabile, mi pare strano, oltre che inopportuno, che una persona con delle evidenti fragilità, sicuramente irregolare sul territorio nazionale, possa andare tranquillamente in giro senza essere seguito dalle istituzioni competenti fino a quando…….