Si va all’overtime. Nemmeno il tempo di respirare e si torna in campo. Solo Mauro Vizzino, ancora afono, si è concesso una breve pausa di riposo assieme alla moglie e alla figlioletta. Ma sabato sarà già di ritorno a Mesagne “per un’altra settimana di fuoco”, dice dall’altro capo del telefono. Intanto in piazza, nei bar e agli angoli delle strade non si parla d’altro. Tutti hanno la loro verità, tutti sono pronti ad analizzare il voto di domenica scorsa, a fare ipotesi, a comporre giunte e consigli comunali. Mesagne è diventata la città dei politologi. Agli angoli della strade, però, c’è anche il padre di famiglia disoccupato: “Speriamo che finisca presto questa cuccagna e che i nostri politici si occupino dei veri problemi delle nostre famiglie e della città anziché delle poltrone”. Ci sono i residenti nei pressi dell’aiuola costruita al posto del distributore di benzina subito dopo il passaggio a livello di via S. Vito che imprecano: “Tre mesi per fare una piccola piazzola, una settimana perché gli alberi piantumati comincino ad essiccare”. O le lamentale del presidente della locale squadra di calcio Vincenzo Todisco che rischia di giocare in campo neutro lo spareggio per la promozione in Eccellenza perché lo stadio appena costruito non garantisce alle Forze dell’ordine la gestione dell’ordine pubblico. Ma questa è un’altra storia che meriterebbe un…libro a parte.
Torniamo a noi. I politicanti di piazza Porta Piccola e dintorni non hanno dismesso il megafono. C’è chi giura che Ninni Mingolla avrebbe già telefonato a Emilio Guarini per chiedergli un incontro preliminare per un eventuale apparentamento. “Le due sconfitte consecutive di Carmelo Molfetta e Cosimo Faggiano al ballottaggio contro Enzo Incalza li ha fatti rinsavire. Difficilmente Mingolla farà lo stesso errore e chiederà subito l’apparentamento”, dicono gli esperti della politica locale. Il diretto interessato smentisce categoricamente. Almeno per il momento. Sull’altra sponda Matarrelli e Molfetta non guardano ad apparentamenti. Hanno dalla loro i numeri: “Figuriamoci se cerchiamo apparentamenti – dicono -. Con 18 punti in percentuale avanti, la città si è già espressa e lo confermerà domenica 14 giugno premiando definitivamente il loro progetto”. A questo punto, apparentamenti a parte, queste ipotesi di composizioni del nuovo consiglio comunale che sarà definito solo dopo il risultato del secondo turno di ballottaggio.
Nel caso in cui al ballottaggio vincesse Pompeo Molfetta i 10 consiglieri della maggioranza saranno il medico Vito Lenoci, l’infermiere Alessandro Cesaria e l’imprenditore Alessandro Campana (della lista “Pompeo Sindaco”), l’on. Toni Matarrelli e l’imprenditrice Antonella Catanzaro (della lista “La Mia Città”), Gino Vizzino e il consigliere uscente Antonello Mingenti, l’avv. Giuseppe Semeraro (lista Mesagne Futura), Maurizio Piro (lista Mesagne al Centro) e il sindacalista della Stp Toni Esperte (lista Mesagne Domani). I 6 consiglieri di opposizione saranno i candidati sindaci Emilio Guarini, Ninni Mingolla, Rosanna Saracino e Fernando Orsini (del Pd) e Alessandro Pastore, primo degli eletti della lista “Io ci Credo” e Carmine Dimastrodonato di Civico 26. Questa, sulla carta, l’ipotesi più gettonata. Questi i 16 consiglieri comunali che dovrebbero occupare uno scanno a Palazzo Celestini. Almeno inizialmente. Poi sicuramente ci saranno importanti novità. Matarrelli e Vizzino si dimetteranno: Vizzino è incompatibile con il ruolo che occupa nel sindacato e gli subentrerà l’ex assessore Walter Zezza. Matarrelli tempo addietro ha dichiarato che resterà consigliere comunale ma noi scommettiamo che libererà il posto a Roberto D’Ancona (189 voti) che lascerà a Elvy Zurlo (182 voti) se il sindaco Molfetta nella formulazione della giunta dovesse pescare all’interno degli eletti in quella lista.
Nel caso in cui vincesse Ninni Mingolla i 10 consiglieri della maggioranza saranno l’assessore uscente Rosanna Saracino,, il presidente uscente del consiglio comunale Fernando Orsini, Giuseppe Indolfi, già assessore, la sindacalista Fabrizia Falcone e il segretario cittadino Pd Francesco Rogoli tutti della lista Pd; tre della lista “Io ci Credo”, Alessandro Pastore, già assessore della giunta Scoditti, l’arch. Roberto Carluccio, consigliere comunale di Mesagne Incalza, l’imprenditore Ignazio Degirolamo; i primi due suffragati di “Mesagne Democratica”, il consigliere comunale uscente Sergio Guarini e l’infermiere in pensione
Angelo Campana che precede l’ex consigliere regionale Vincenzo Montanaro di due voti, 126 contro 124. In questo caso i 6 consiglieri di opposizione saranno Emilio Guarini, Carmine Dimastrodonato, Pompeo Molfetta, Vito Lenoci, Toni Matarrelli e Gino Vizzino.