FRATELLI D’ITALIA-AN di Mesagne prende atto dell’inequivocabile debacle elettorale di tutto il centro-destra mesagnese che con ogni probabilità si trova al suo “anno zero”.
“In ottobre avevamo lanciato un appello ufficiale, poi ripetuto nei diversi incontri fino alla fine, affinché il centrodestra mesagnese si ricompattasse, ma i vari movimenti e partiti non ci hanno voluto ascoltare”, dichiara il coordinatore Giancarlo
Facecchia (nella foto). “Per questo – aggiunge – ora ci ritroviamo con una classe politica punita dal proprio elettorato, che non ha saputo ascoltare la volontà dei cittadini di formare una coalizione unita, esclusivamente per ambizioni personalistiche. Avevamo chiesto di non anteporre le proprie ambizioni per lasciare spazio alla possibilità di lavorare intorno ad idee, progetti e persone, chiedendo a tutti di fare un passo indietro, ma non siamo stati ascoltati. Con onestà intellettuale ora bisogna prendersi le proprie responsabilità. Ci ritroviamo ormai con un centrodestra fuori dai giochi ed un’opposizione quasi azzerata, eccetto la sola probabile rappresentanza di un paio di consiglieri con i quali ci auguriamo comunque di intraprendere un nuovo progetto affinché a Mesagne si radichi una forza moderata e popolare alternativa alle sinistre di varia natura, invitando tutti coloro che vorrebbero rimboccarsi le maniche ad un lavoro serio e costruttivo. Questa tornata elettorale è stata impostata da FdI-AN per essere il punto di partenza per la nascita di una classe dirigente ed un partito capace di essere guida e rappresentanza di un mondo moderato che parte da Destra. Ci piace pensare che quei quasi 300 voti siano di auspicio richiamandoci alla battaglia delle Termopili, dove i valorosi Spartani con Re Leonida difesero il mondo e la cultura ellenica contro le forze di Serse con coraggio e determinazione“.
Per questo, la dirigenza di FdI-AN ha deciso che per la tornata elettorale di ballottaggio “non svenderà la propria identità e dirà ancora NO ad entrambe le sinistre rappresentate dai candidati Molfetta e Mingolla. Da un lato non intendiamo diventare complici di chi, nascondendosi dietro il paravento della coalizione civica, vuol fare di Mesagne il proprio feudo per esclusivi interessi personali, e dall’altro non vogliamo riproporre alcun “Patto del Nazareno” su scala locale. Consideriamo un dovere l’essere alternativ e di contrapposizione a chi ha trascinato Mesagne nel baratro e mortificato i mesagnesi; ci proponiamo come forza popolare che ascolta la gente e le sue esigenze, coscienti di dover profondere uno sforzo importantissimo, ma mai talmente stanchi da arrenderci, al fine di poter rappresentare la vita socio-economica-culturale che il mesagnese libero ha nel proprio cuore”.