
Il capogruppo di Noi Centro, Gianfrancesco Castrignanò, già nel giugno scorso segnalò il concreto rischio di chiusura del Tribunale e dell’Ufficio del Giudice di Pace di Mesagne, sacrificati anche loro sull’altare della benedetta “spending review”. “Una ipotesi condividibile se però di pari passo non venissero a galla, pressoché quotidianamente, notizie di malversazioni e gestioni allegre di pubblici denari da parte di taluni esponenti di diversi partiti politici”.
Tornando alla situazione locale, dato ormai per spacciato il Tribunale, soppresso definitivamente con il Decreto Legislativo n. 155 del 07 settembre 2012, “occorre fuor di polemica – spiega l’avv. Castrignanò -, tentare di garantire alla nostra comunità un sia pur minimo presidio di giustizia rappresentato dal Giudice di Pace, che all’atto della sua istituzione era stato concepito come ufficio di prossimità proprio per essere il più vicino possibile alle esigenze del cittadino nell’accedere alla giustizia cosiddetta minore, diversamente anche per impugnare una contravvenzione per divieto di sosta ci si dovrà recare a Brindisi, così come rischieranno di fare tutti gli abitanti della ormai moribonda provincia di Brindisi, con gli immaginabili costi e disagi del caso oppure, alternativa più grave, dovranno rinunciare a far valere le proprie ragioni”.
Ed invita il sindaco Scoditti “fin dai prossimi giorni ad avviare un giro di consultazioni con i rappresentanti istituzionali dei comuni viciniori per verificare la fattibilità di un consorzio fra detti enti per mantenere in loco l’Ufficio del Giudice di Pace, i tempi stringono, poiché la proposta va formulata entro sessanta giorni dalla ormai avvenuta pubblicazione del Decreto Legislativo n. 156 del 07 settembre 2012 ed altri comuni del brindisino, parimenti interessati al mantenimento di detto Ufficio sul loro territorio, hanno già calendarizzato incontri a questo scopo anche con paesi che potrebbero invece consorziarsi con Mesagne.
Infine, sulla scelta della sede appare condivisibile il possibile utilizzo dei locali dell’attuale Tribunale, immobile di proprietà comunale, quindi senza costi di locazione, destinato nell’arco di un anno alla chiusura, e che già in passato ha ospitato il vecchio Giudice Conciliatore e per i primi anni di attività (metà anni 90 fino al 2000-2001) proprio l’Ufficio del Giudice di Pace. Ogni altra ipotesi o recriminazione, basata sulla possibile collocazione in altri siti (ad esempio ex Scuola Marconi), risulta allo stato non attuabile e non funzionale alla volontà di salvare concretamente l’Ufficio del Giudice di Pace di Mesagne”.