Se non fosse vera, la questione della decadenza di Malagò da Presidente della FIGC e della simultanea sua nomina a commissario al suo posto sarebbe una comica, una sorta di gioco delle tre carte. Tanto valeva che il Coni dicesse: “Non eri eleggibile perché non eri tesserato, cosa che hai fatto dopo l’elezione sanando di fatto la tua posizione. Visto che il mondo del calcio ti vuole, in via del tutto eccezionale resta dove stai”. Purtroppo queste buffonate all’italiana danno il voltastomaco perché dettate da pesi e contrappesi, magari anche da messaggi trasversali, e certamente da metodi prestati dall’arte della politica. La buonanima di Totò’ direbbe “E io pago”, perché a pagare poi è la credibilità del calcio italiano ed il genuino entusiasmo della gente.
Caso Malagò: barzelletta all’italiana
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