(di Giuseppe Indolfi*) Sento il dovere di intervenire a proposito dell’articolo apparso su MesagneSera il 13/07 u.s. per alcune doverose precisazioni e considerazioni personali a beneficio dell’interesse generale della città.
La pista ciclabile di via Marconi fa parte di un progetto complessivo denominato “Mesagne vivibile a piedi e in bicicletta”, elaborato e realizzato durante l’Amministrazione Sconosciuto (e condiviso da Pompeo Molfetta all’epoca assessore all’urbanistica), ed è parte integrante del Progetto Città Sane della città di Mesagne. Il progetto integrale è consultabile on line sul sito ufficiale del Comune di Mesagne alla sezione Progetti.
Il progetto è stato elaborato e realizzato in modo partecipato da alcuni tecnici comunali e dai volontari di un collettivo di associazioni locali denominato appunto “Mesagne vivibile a piedi e in bicicletta” (l’associazione Cicloamici, il WWF, Legambiente, Miniera, Pro Loco ed altre), sotto la supervisione tecnica dell’architetto Alberto Marescotti, tecnico del Comune di Padova nonché esperto FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta).
Le opere di progetto hanno riguardato n. 2 percorsi all’interno del centro urbano (Via G. Marconi e Via S. Rosa) e n. 5 percorsi cicloturistici: il complesso delle piste ciclabili collega vari ambiti urbani (Area mercato, strutture scolastiche, rioni periferici), ma anche luoghi di interesse paesaggistico come il Bosco Tagliata. In questo modo vengono favoriti oltre agli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro anche quelli legati ad attività di svago, sportive e ricreative all’aria aperta, con l’obiettivo di creare un sistema continuo di connessioni urbane ed extraurbane per incoraggiare la mobilità ciclabile come valida alternativa ecologica all’uso dei veicoli a motore e di valorizzare i percorsi anche valenza paesaggistica e ambientale.
E’ per questo che uno dei 2 percorsi ciclabili all’interno del centro urbano ha riguardato via G. Marconi, essendo la stessa una delle principali arterie della città e, come tale, attraversata quotidianamente da un notevole traffico veicolare sia leggero che pesante ed essendo altresì un percorso che rende possibile il collegamento ciclo pedonale tra il centro della città, la zona mercato di Via Brodolini e il cavalcavia ferroviario con il rione “Grutti”. Ed è per questo che il Progetto fu scelto e finanziato con fondi della Comunità Europea.
Tuttavia, contrariamente a quanto si è ipotizzato e si è speculato a lungo anche dal punto di vista politico, la realizzazione del progetto originario non ha assolutamente modificato le dimensioni della sede stradale: infatti i paletti metallici che inizialmente delimitavano la pista ciclabile, furono posti esattamente in corrispondenza del margine del marciapiede all’epoca esistente, senza invadere di 1 cm la sede stradale.
Pertanto non hanno una spiegazione razionale “i numerosi disagi agli automobilisti” che sarebbero iniziati dopo la realizzazione della suddetta pista.
Successivamente, durante l’Amministrazione Incalza (che aveva cavalcato strumentalmente questo falso problema) furono eliminati i suddetti paletti, provocando di conseguenza le frequenti “invasioni” delle auto sulla pista e conseguente dissesto della nuova pavimentazione realizzata. Al fine di ovviare a tale problematica, nel periodo commissariale, fu realizzato l’attuale cordolo di delimitazione con conseguente restringimento di circa 30 cm della sede stradale.
Ora apprendiamo che il sindaco Pompeo Molfetta, evidentemente in continuità politica con l’Amministrazione Incalza, “ha sollecitato gli uffici a fare al più presto una verifica e predisporre una delibera in questa direzione perché la pista che restringe una delle vie più trafficate di Mesagne venga al più presto rimossa”.
Proprio ora che le precarie condizioni economiche di molti nostri concittadini hanno incrementato notevolmente l’uso della bicicletta, che per molti è diventato il mezzo di mobilità più importante!
Voglio sommessamente suggerire al Sindaco che, se davvero vuole risolvere i “numerosi disagi degli automobilisti a causa della pista ciclabile di via Marconi”, è sufficiente che faccia installaredei divieti di sosta dall’altro lato della strada e rispetti in maniera democratica non solo le opinioni degli automobilisti ma anche quelle di tanti concittadini (e associazioni) che utilizzano sempre di più la bicicletta, senza mortificare gli obiettivi nobili del Progetto “ Mesagne vivibile a piedi e in bicicletta”.
*Giuseppe Indolfi già assessore all’Ecologia e Ambiente.
Lodevoli le iniziative per dare spazio alle biciclette, io personalmente sono un ciclista convinto e mi muovo a piedi o in bici. Voglio dire però che per gli spostamenti preferisco usare le vie parallele a via Marconi, per questioni di smog e anche di sicurezza. Piantare un fiore in un deserto non ha molto senso, forse piantarlo in una zona con caratteristiche più favorevoli invece può avere un senso. Quella di via marconi a mio parere è una brutta copia di una pista ciclabile proprio dal punto di vista funzionale. All’epoca del progetto la scelta di quella strada secondo me… Leggi di più »
Il punto di vista di Indolfi mi pare assolutamente condivisibile.
buongiorno, apportando delle modifiche non sarebbe necessario rimuoverla, il marciapiede da entrambi i lati è molto largo, quindi si può ridimensionare e allargare la carreggiata spostando la pista di qualche metro in modo che la zona pedonale non ne risenta.
Saranno contenti i commercianti di questa ideona: niente parcheggi su Via Marconi, niente clienti.
Fatto tutto con i piedi. Hanno preso i soldi europei e la pista viene utilizzata dagli automobilisti e camionisti che prendono il caffè da vitale. Senza contare tutte le strade laterali che la interrompono….
Prima si sono spese delle risorse per fare questa pista ciclabile, adesso si vogliono spendere altri soldi per eliminarla. Invece di incrementare queste piste vogliamo togliere quelle poche che ci già ci sono!! Complimenti davvero!! Invito l’assessore ad andare al mercato il mercoledì in bicicletta senza usare la pista, percorrendo via Marconi, poi vedremo se sarà della stessa opinione. Ma poi, non ho ancora capito a chi giova l’eliminazione della pista ciclabile. Le automobili non sono ostacolate dalla pista, anzi, senza quella avranno più difficoltà alla circolazione per la presenza delle biciclette. E per favore non eliminate niente promettendo miracoli… Leggi di più »