Il prof. Enzo Poci, della Società Storica di Terra d’Otranto, è tornato sulla figura del Maresciallo d’Italia Giovanni Messe con notizie e foto storiche inedite. Poci, profondo cultore della storia patria, sottolinea la premura e il rapporto immediato che il nostro illustre concittadino ebbe con i suoi sottoposti, di qualsiasi grado, a dispetto del distacco marziale ereditato dalla tradizione militare, conservato dalla maggioranza degli altri alti ufficiali suoi coetanei, non solamente italiani, e mantenuto dal governo Mussolini, che non ritardò a censurare questa immagine. Messe con suoi soldati ebbe sempre un rapporto molto amichevole, come ci è stato sempre confermato da numerose testimonianze dirette.

Enzo Poci ha estratto dal suo ricco archivio una foto mentre il generale Messe stringe la mano ad uno dei suoi soldati dopo averlo decorato durante la campagna di Russia. Inoltre allega un articolo poco noto, apparso qualche anno fa nella rivista periodica “La Tradotta di Bir el Gobi”, l’organo ufficiale dell’Associazione Volontari di Bir el Gobi dei reduci del Reggimento G.G.F.F. (Bersaglieri d’Africa), esattamente il n. 19 del dicembre 1968-maggio 1969. “Il contributo, esaustivo e limpido – scrive Poci – ha il pregio di essere una testimonianza originaria, firmata a molte mani dai reduci della campagna di Tunisia, e corredata da una fotografia del generale, la cui didascalia racconta: “Tunisia – Il Generale Messe giunse in Tunisia il 31 gennaio 1943 e il 20 febbraio assunse il comando della 1° Armata, sostituendo il Maresciallo tedesco Rommel”.
Per Enzo Poci “Nessuno è profeta in Patria”.
A 47 anni dalla morte, Poci rispolvera un articolo apparso dopo circa sei mesi dalla sua scomparsa. “Non possiamo – trascorso tutto questo tempo- ignorare la morte del Maresciallo. Tanti motivi ci obbligano – obbligo morale – a parlare di lui. Non è certo il caso di rievocare la sua figura di soldato e di comandante. E’ ben nota e quasi tutti i giornali ne hanno parlato. Diciamo solo che quando il Generale Messe venne in Tunisia ad assumere il comando della 1° Armata un senso di sollievo percorse gli uomini che erano nelle buche e nella famosa “Maginot tunisina”. La sua venuta produsse, dopo lo scoramento e le fatiche di un ripiegamento di oltre duemila chilometri, un lievito di freschezza tra le truppe italiane. In quel momento diede a noi una spinta morale che ebbe, contemporaneamente, due effetti: cementare i reparti ed aiutare il singolo combattente ad affrontare meglio le prove durissime che lo attendevano. Questo in linea generale. Per quanto ci riguarda direttamente, il Maresciallo Messe ebbe per noi “reduci di Bir el Gobi” la massima considerazione: fummo per lui “i superbi assaltatori della 1° Armata” e di noi scrive molto nel suo libro “La mia Armata in Tunisia”.
In una lettera diretta al volontario Mugnone scrisse: “… Il vecchio comandante della 1° Armata che in Tunisia difese disperatamente l’ultimo lembo di terra africana ancora in nostro possesso, e che non abbassò le armi se non quando dal Comando Supremo giunse un ordine perentorio: “Cessate il combattimento”, serba il più vivo ricordo delle alte prove di valore offerte dalle formazioni GG.FF. che furono ai suoi ordini. Essi gareggiarono in bravura coi veterani dell’Armata e tennero degnamente ed in modo esemplare il loro posto fino all’ultimo. Nessuno meglio di me sa che, al pari dei migliori combattenti della II° guerra mondiale, per il loro valore e i loro sacrifici essi meritano la riconoscenza della Patria”.
Enzo Poci conclude con una locuzione latina che tradotta dice “I fatti parlano da soli”
E’ la solita vergogna Italiana il modo in cui si fa del revisionismo storico, eppure è bene ricordare ai tanti comunisti radical – scic che oggi viaggiano in Audi, Porsche, BMW e le vacanze non le fanno più a Lido S. Benedetto ( Località Apani) che il muro di Berlino è crollato il 9 novembre 1989. Il Generale Messe ha tutto l’onore di essere ricordato per quello che ha fatto, non per quello che hanno cercato di farci studiare e credere sui testi scolastici di regime. Figuriamoci se dovessimo fare del revisionismo storico sulla guerra partigiana in Italia, quanti risate… Leggi di più »
Ma sti comunisti radical – scic so amici tuoi per caso? ma dove li vedete?
ma che vi ha fatto sta BMW? vi ha incidentato e da allora è diventata un’ossessione per caso?
cioè una notizia che ritorna: tempo di elezioni c’era stato un giovanotto che aveva voluto diventare famoso con questo slogan e poi si è ritirato appena qualcuno gli ha detto ok… vediamo che sappiamo fare insieme. indi per cui rifiuterò di metterci la faccia su questo commento, ce la perdi.