Il consigliere comunale Carmine Dimastrodonato, e con lui molti altri cittadini, incalzano l’Amministrazione comunale indicando al Sindaco di tener conto quando sarà il momento delle linee programmatiche sulla efficienza del decoro urbano per il rispetto della città, di tutta la cittadinanza e di tutti coloro che in questi giorni sono ospiti della città. “In uno dei punti più nevralgici della città, adiacente il castello e la Chiesa di
S. Anna, vista da Via Manfredi Svevo, il prato verde viene devastato giornalmente da mezzi meccanici anche pesanti al servizio del cantiere tra l’altro privato che come si legge dal cartello cantiere avrebbe dovuto completarsi presumibilmente entro il mese di marzo. Tutto alla luce del giorno, sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno vede compreso coloro che dovrebbero tutelare il patrimonio comunale”. Continua Dimastrodonato: “Mi chiedo se il nostro Sindaco viene informato di cosa succede sul territorio. Credo proprio di no visto quanto accade. E’ pur vero che l’Amministrazione si è insediata da poco, ma visto l’impegno tra l’altro oneroso che state proponendo per l’estate mesagnese, (ma questa è un’altra storia) forse è bene che lo stesso impegno sia riservato al decoro urbano in questo caso a costo zero”.
Il consigliere Dimastrodonato rivolge al Sindaco e all’Assessore di riferimento un appello perchè pongano ordine e, con l’occasione, porta a loro conoscenza che l’impianto di irrigazione
non funziona alla perfezione in quanto anziché innaffiare il prato in alcuni punti innaffia la strada con conseguente essiccamento di parte del prato. E conclude: “Sindaco non vorrei che magari per aiutare un figlio si faccia diventare figliastri tutti gli altri”.
Abbiamo interpellato la ditta Gea che sta eseguendo i lavori per conoscere i motivi che hanno determinato lo slittamento della chiusura lavori. “Abbiamo dovuto sospendere i lavori in quanto durante gli scavi abbiamo trovato alcuni pali di cemento armato che il Comune aveva realizzato abusivamente in proprietà privata per potenziare le fondamenta della Chiesa di S. Anna – ha spiegato uno dei responsabili della Gea -. Il proprietario dell’immobile non ha voluto chiedere la rimozione dei pali e ha evitato anche di intraprendere azione di risarcimento nei confronti del Comune. Abbiamo dovuto fare una variante in corso d’opera del progetto per cui abbiamo sospeso e, di fatto, ritardato la conclusione dei lavori. Per quanto riguardo il manto erboso, abbiamo assicurato il Comune che al termine dei lavori il prato sarà ripristinato a nostre spese”.