“Ci ti la Porta Piccola ha passatu e no si statu murmuratu, mestru Dunatiellu sta malatu e Melu Soli carciaratu“. Una antica massima mesagnese per dimostrare la vita sociale che in quegli anni del dopoguerra si svolgeva nelle sale dei barbieri. Mestru Dunatiello, infatti, fu uno dei primi barbieri mesagnesi, il padre putativo di molti giovani che volevano intraprendere quel mestiere.
Nei giorni scorsi ha chiuso un’altra storica barberia, quella dei fratelli Angelo e Damiano Scalera. Il salone, situato in via Castello, all’ingresso del centro storico da piazza Porta Grande, ha chiuso i battenti. Damiano, 68 anni, in verità, aveva abbandonato i “ferri” del mestiere da qualche anno. La settimana scorsa lo ha seguito Angelo, 66 anni, da 50 anni, luglio 1965, nel salone a disposizione della clientela per fare la barba e i capelli. “Abbiamo servito operai, contadini, artigiani, commercianti, ma anche avvocati, ingegneri, medici, ecc.”, dice con un pizzico di orgoglio. “Il mestiere lo imparai frequentando la bottega di mestru Filippo Tenore. Mio fratello Damiano, invece, ebbe come maestro mestru Aldo Marangio.
Allora, ma anche oggi, nella bottega si sapeva di tutto e di tutti. “Per quanto riguarda la politica – continua -, cercavano di andare d’accordo con tutti al punto che settimanalmente dovevamo fare incetta di tutti i quotidiani dei partiti: Unità, Avanti, Umanità.. Non solo ma eravamo sempre disponibili con sottoscrizioni per i partiti, organizzazioni di feste, ecc. Non potevamo scontentare nessuno”.
E dei tradimenti in famiglia? Che sapevate? Damiano sorride. “A bizzeffe. Mentre il salone era pieno di gente e noi lavoravamo, inevitabilmente sentivamo tanti discorsi. Ma dalla nostra bocca non è mai uscita una sola parola”. Durante la brutta storia della Sacra Corona Unita, alla fine degli anni 80, furono chiamati a testimoniare ad un processo su cosa avevano visto e sentito riguardo una sparatoria avvenuta una sera nei pressi della loro bottega. “Ma davvero non avevamo visto nulla”, aggiunge Damiano.
La bottega è chiusa. Per il momento. Forse un giovane del posto che vuole intraprendere la carriera di barbiere potrebbe riaprirla. “Noi cinquanta anni fa lo facemmo con grandi sacrifici. Papà era contadino, la mamma casalinga. Studiammo sino alla terza media e poi si doveva lavorare per portare il pane a casa. Io avevo 18 anni e Angelo appena 16 quando ci mettemmo in proprio”.
Hanno avuto due figli a testa: Angelo due maschi, i gemelli Emiliano e Ivano, entrambi militari, Damiano due femmine, Silvana e Daniela. Emiliano e Ivano vivono rispettivamente a Rimini e Livorno. Si vedono raramente, se non in Afganistan dove si sono ritrovati in missione di pace e dove Emiliano tornerà tra giorni. Lo abbiamo incontrato a Mesagne assieme allo zio Damiano. “Papà Angelo è molto schivo, riservato, non vuole mai apparire. Mi guaderà male quando leggerà su Mesagnesera appariranno le foto e queste notizie sul suo conto”. Gente di una volta, seria, riservata, umile. “Aggiunga soprattutto onesta”.
I fratelli Scalera lasciano i “ferri”. Chiude un’altra storica barberia
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Angelo e Damiano, sono stati i miei barbieri e ci tengo a sottolineare barbieri. Senza se e senza ma oltre ad essere bravi nella loro professione, sono due gentleman nella vita professionale e nella vita di tutti i giorni. AUGURI ANGELO è giusto , come per ognuno di noi, che sia giunto il tuo meritato riposo. Di nuovo tanti AUGURI !!