Mercoledì 12 agosto 2015 alle ore 20 nella chiesa di San Demetrio a Ceglie presentazione del nuovo libro “Storia dell’opera di don Guanella a Ceglie Messapica 1946-2008″, il libro di Cosimo Urso scritto con la collaborazione di Michele Ciracì.
Questo libro vuole esaltare le figure di quegli eroi che fondarono e fecero crescere l’Istituto don Guanella a Ceglie. Tra di loro moltissimi cegliesi dal nome umile o altisonante, poveri o benestanti. Cosimo Urso ne cita alcuni: Paola Elia, che con le sua inedite Memorie, capitate in mano all’Urso nel 2000, ha dato lo spunto a questo libro, la famiglia contadina Bellanova, che ha dato al don Guanella preziosissimo appoggio iniziale, due figli preti e una suora, Vito Gigliola (ex fra’ Vito), Pantaleone Chirico ’U Vicckjudde odontotecnico e barbiere, Pasquale Vitale di Uecckie mie carrettiere, Vincenzo Putignano Curciûle produttore di gassose, Grazia Urso di Ticckje negoziante di mobili, Chirico Crocifissa ’u Re casalinga, donna Rosina Lodedo Ricci discendente per parte di madre della famiglia romana Cenci, ’don’ Onofrio Epifani dottore, Luca Valente commendatore e commerciante di oli, Rocco Leone commerciante e neo-barone, Cosimo Nacci, insegnante. Tutti si misero a disposizione dei Guanelliani, sconosciuti preti venuti dal Nord, chiamati Servi della Carità, nome molto affascinante e impegnativo. Così don Mario Merlin, don Cesare Elli, don Severino Pellanda e decine di altri preti di don Guanella, poterono contare sul sostegno morale e materiale di tutta la popolazione cegliese e scrissero insieme una grande pagina di storia fatta di solidarietà, fattiva collaborazione, semplicità, povertà, umiltà, dedizione agli altri e grande spirito di sacrificio. I cegliesi nel povero dopoguerra trovarono un ambizioso obiettivo comune: dare un tetto, un pane ed istruzione ai bambini orfani e poveri di Ceglie e dei paesi vicini. Fu una storica e forse irripetibile occasione. Tra quegli alunni c’è il futuro Superiore Generale dell’Opera don Nino Minetti di Ostuni, ospite a Ceglie tra il 1947 e il 1948, che ha scritto la prefazione del libro e presenzierà alla presentazione dello stesso.
Cosimo Urso, allievo dell’Istituto don Guanella di Ceglie dall’ottobre 1952 al giugno 1956, ha vissuto le tre fasi cruciali dell’Istituto cegliese, quella dei primi anni nel vecchio convento dei Passionisti, quella dell’esilio nella masseria Montecchie e quella del nuovo istituto costruito sull’aia Colucci. Urso ha voluto non far passare troppo tempo per evitare che molta polvere possa ricoprire queste gloriose e dolorose vicende storiche e pertanto ha cercato di fissare con questo libro alcuni punti fermi che possano orientare un futuro e più approfondito lavoro storico quando tutti i documenti relativi verranno messi a disposizione dai Guanelliani, che, inaspettatamente, a fine agosto 2008 chiusero le loro attività a Ceglie restituendo alla diocesi di Oria la parrocchia da loro curata fin dalla sua erezione il 01.01.1965.
A Ceglie i Guanelliani sono stati per decenni il faro per tutti i ragazzi e i giovani con scuole, attività sportive, teatrali e di volontariato. Don Guanella ha accolto, sfamato ed educato più di 2000 ragazzi, non solo cegliesi ma anche di altre province pugliesi e lucane. Un tale Padre merita di essere ricordato dalle generazioni presenti e future che entreranno nella nuova chiesa parrocchiale in costruzione sullo spazio donato dai Guanelliani alla diocesi di Oria. Una statua, un altare, una nicchia o almeno una targa marmorea in suo onore è doverosa. Non conservare o distruggere la memoria storica non è da persone che vogliono considerarsi civili e riconoscenti. Lo stesso arcivescovo di Brindisi mons. Domenico Caliandro, ex allievo dell’Opera don Guanella di Ceglie, nella lunga intervista che fa da introduzione al libro, ha auspicato che le spoglie mortali di don Cesare Elli vengano tumulate definitivamente nella nuova chiesa, anche per evitare che ce le portino via da Ceglie, ha aggiunto.
Cosimo (Mino) Urso è nato a Ceglie Messapica (BR) nell’aprile 1946 sotto il segno dell’ariete. Ex allievo dell’Opera don Guanella di Ceglie, si è diplomato Perito Elettronico all’ITIS “G. Giorgi” di Brindisi. Grazie al presalario, ha frequentato per un anno la facoltà di Ingegneria dell’Università di Bari che ha dovuto abbandonare per motivi economici. Nel 1966/67 a Ceglie è stato uno dei fondatori del Circolo Universitario con sede in largo Osanna. Memorabile la prima festa della matricola nel palazzo Maggiore in via Giovanni XXIII. Dopo il servizio militare tra i paracadutisti a Pisa e Livorno, ha rifiutato la proposta di restare tra i paracadutisti come sottufficiale ed è emigrato a Milano nel febbraio 1969 alla ricerca di un lavoro. Felicemente sposato con Anna Maria Cantoro dal 1972, ha due figli: Francesco, che si occupa di finanza e controllo, e Eleonora, pediatra.
Per più di 30 anni si è occupato prima della manutenzione e poi della commercializzazione di apparecchiature scientifiche prodotte in Germania e in USA per università, centri di ricerca pubblici e privati e per laboratori di ricerca e controllo qualità di aziende private. Ha fornito, tra l’altro, apparecchiature ad alta tecnologia al neonato CNRSM di Mesagne, del valore di oltre 700 milioni di lire, al Centro Ricerche Ceneri dell’ENEL di Brindisi e alle Università di Bari e di Lecce, sfatando un po’ il detto Nemo propheta in patria! Ha partecipato a Convegni e Congressi nazionali ed internazionali dove ha presentato molte memorie scientifiche. Ha goduto e gode della stima di ex-Rettori di Università e di Professori e Ricercatori di Scienze dei Materiali e Scienze della Terra di tutta Italia. Ex-dirigente, è pensionato dall’ottobre 2003. Vive a Verona dal 1974. Ha l’hobby dell’orticoltura e del canto. Non ha dimenticato la sua Ceglie, cui ritorna due volte all’anno per curare i suoi 5.000 mq. di terreno piantumato, e in questo libro fa omaggio in quarta di copertina a due grandi cegliesi: Pietro Gatti, poeta dialettale, e Uccio Biondi, pittore. Sulla copertina c’è la foto di una cinquantina di ragazzi in pantaloni lunghi scuri e maglietta bianca con basco nero e bandiera tricolore. Sotto, la dedica: “Alla nostra amata presidente del comitato, perché sempre ci ricordi, ci aiuti e ci protegga. Ceglie 7.7.1948. Gli alunni dell’Opera don Guanella”