Nella periferia della città, l’ultima stradina prima della vecchia strada per Latiano che passa per Muro Tenente. “Una strada che il sindaco Molfetta conosce molto bene perché spesso lo vediamo da queste parti per fare footing”, dicono i residenti. Qualche mattina lo fermeranno per fargli veder da vicino un lembo di terra dove l’illuminazione pubblica è coperta dagli alberi, dove spesso si ritrovano bande di giovani che fanno uso di sostanze stupefacenti, dove è diventato un ricettacolo di rifiuti. E non solo. “L’altro ieri mattina un residente ha trovato una siringa intrisa di sangue”, aggiungono. “Per non parlare della via crucis negli uffici comunali. Siamo andati dai carabinieri per denunziare questo stato di caso, dai vigili urbani, all’Urp, all’ufficio Lavori Pubblici, all’ufficio Urbanistica, all’ufficio Ambiente. Tutti si lavano le mani con la risposta di sempre “non è nostra competenza”. Ma perché gli uffici e gli impiegati comunali non si parlano tra loro. Il problema segnalato mesi e mesi addietro è sempre lì, irrisolto. In campagna elettorale avevano detto che la nuova Amministrazione comunale avrebbe cambiato le cose. Come? In peggio?”.
Via Grazia Deledda: terra di nessuno
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La pubblica amministrazione fallisce ogni volta che un cittadino entra negli uffici con un problema ed esce con due problemi. L’incuria delle strade è solo l’effetto di un problema a monte, l’incompetenza, nelle sue accezioni di incapacità a risolvere i problemi e mancanza di un resposanbie ben individuato. Allora con un percorso a ritroso, partendo dal problema illustrato, qualcuno si adoperi a sanare la catena delle inefficienze e anomalie che impediscono a fare passi avanti.Esiste questo qualcuno?
Purtroppo, la stessa cosa avviene a pochi centinaia di metri dal centro città. Il boschetto del Cimitero di Mesagne è in totale stato di abbandono e degrado. Cartacce, bottiglie e ogni genere di rifiuti solidi tappezzano inesorabilmente da lungo tempo tutta l’aerea. Nemmeno un cestino porta rifiuti consente per chi ha un minimo di senso civico e di educazione di poter vedersi risparmiato quel senso di sconsolata frustrazione nel vedere così avvilito dalla miseria umana un luogo sacro.