Pubblicate le (lunghe) linee programmatiche 2015-2020 del sindaco Pompeo Molfetta illustrate venerdì scorso nel corso del consiglio comunale, con la MesagneEstate 2015 che ormai si può considerare in dirittura d’arrivo, è giunto il momento di vedere all’opera il nuovo governo del sindaco Molfetta.
Non è più il tempo di ascoltare le pur interessanti considerazioni generali delle quali (forse) i cittadini ne avrebbero fatto volentieri a meno. Sono stanchi di ascoltarle anche sui tg nazionali. Che i partiti nella loro veste tradizionale non riescono più a svolgere positivamente il ruolo a cui sono preposti lo sanno sin troppo bene. Lo hanno detto con il voto. La questione meridionale, la disoccupazione, la crisi, le risorse che (dovrebbero) arrivare dai governi nazionale e regionale diventano sempre più carenti, ecc. E’ questo il contesto in cui Molfetta deve lavorare. E lo sapeva quando ha accettato di candidarsi.
Molfetta ha promesso ai mesagnesi che cambierà pagina. Oggi i mesagnesi si aspettano che i riflettori della discussione non vengano più puntati più su quello che si è trovato, sul contesto generale del Paese. Vogliono sapere chiaramente a quali problemi si intende dare priorità. Quando saranno risolti e come. “La legislatura si apre sotto il segno della grande sfida”, ha dichiarato. Quale? Il Sindaco lo dica chiaramente. Punto su punto. Nome e cognome. Cosa intende fare e dove intende intervenire. Trasparenza, partecipazione, comitati di quartiere, lotta alla legalità. D’accordo. Ma non c’è più spazio (e tempo) per le parole. Mesagne ha bisogno di fatti, di discontinuità con il passato, di novità, di un programma chiaro, di un elenco scadenzato di obiettivi da raggiungere.
I mesagnesi vogliono sapere quando sarà risolto il problema riguardo la pulizia della città, dei quartieri abbandonati, delle strade da rifare, di come dovrà essere riparata la macchina burocratica del Comune, quando non ci saranno più code al Cup, di come potersi curare senza l’assillo di dover conoscere il santo in paradiso per una visita di controllo, di come sarà risolto il problema della casa, di non vedere più partire i loro ragazzi con la valigia della speranza, di come rendere migliore la scuola, di come incentivare gli investimenti. Diversamente perché hanno cambiato? Guai a dare l’impressione che si siano cambiati solo gli attori. Pompeo non a disposizione molto tempo. Sinora gli è stata data fiducia, anche in consiglio comunale. Ma Pompeo sa bene che ha bisogno soprattutto della fiducia della città.
Mesagne si aspetta dal sindaco Molfetta quale sarà la grande sfida
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Si ma fatelo respirare sto cristiano,di certo non ha la bacchetta magica,non è Mago Otelma,né Giucas Casella!Mazza oh nei precedenti sindaci non ho visto tutta questa pressione..buon lavoro sindaco!
Ma abbiamo eletto un sindaco o un santo che fa miracoli? sarà pure nu cristianu….ora all’improvviso tutto quello che è stato portato allo sfascio Pompeo lo deve far risorgere. Tutti con gli occhi puntati e col fiato sul collo.Avete finito di stare in vacanza?