Si chiude il sipario su una stagione estiva che ha visto Mesagne protagonista indiscussa di un flusso turistico notevole; per le strade della città si sono avvicendate frotte di persone ammaliate dalle bellezze artistiche che i secoli ci hanno lasciato in eredità, e non era cosa rara, girando tra i vicoli del centro storico, sentire i suoni di qualche idioma straniero.
Da un decennio, un contributo notevole all’ esportazione della “mesagnesità” all’estero, viene dato da L’Acanto, una Scuola di lingua e cultura Italiana per stranieri che ha sede in via Albricci, nel centro storico di Mesagne, fondata e gestita da Michela Moliterni, mesagnese doc, nata da genitori di origini tarantine e leccesi. Dopo una laurea in Lingue e Master in Economia del Turismo, il sogno di Michela era quello di lavorare nel mondo del turismo, e ci è riuscita grazie ad una iniziativa promossa dieci anni fa dal Comune di Mesagne, i “Contratti di quartiere”. Michela chiese ed ottenne in comodato un immobile di proprietà comunale che due anni fa, alla scadenza del comodato d’uso, ha acquistato. Sul sito internet www.lacanto.it è scritto: “Vivi l’Italia con noi. L’Acanto
non è solo una scuola di italiano, è una esperienza tra la gente, i colori, i suoni, i sapori del Sud”. Gli studenti arrivano da tutte le parti del mondo: Stati Uniti, Australia, Austria, Germania, Olanda, Belgio, Inghilterra Svizzera, Spagna, Canada, per una settimana, ma anche per sei mesi. Professionisti, di tutte le età, accomunati dalla passione per la lingua e la cultura italiana e del Sud. C’è stata gente che si è innamorata di questa città e ha comprato casa, stufa di vivere in città caotiche, appena può viene a ritemprarsi qui a Mesagne. Altri studenti ritornano spesso negli anni successivi per frequentare nuovi corsi.
A L’Acanto Michela ha anche trovato marito, un tedesco che ha sposato lo scorso maggio.
Insieme ai corsi di Lingua e cultura italiana l’Acanto è anche una qualificata scuola di Inglese con corsi indirizzati prevalentemente ai bambini. Dieci anni fa Michela iniziò con tre bambini, negli ultimi corsi potevano contarsene sessanta! E il Comune, nel tempo, ha collaborato? “Non ho nulla da chiedere anche se indirettamente faccio pubblicità alla città. Spesso i miei studenti sono andati al Comune per incontrare e parlare con i Sindaci che si sono avvicendati. Altri hanno inviato lettere cui, purtroppo, gli Amministratori non hanno mai risposto”. “Il territorio risponde bene – spiega Michela -. L’ambiente è sicuro. Pur stando per lunghi periodi, gli ospiti riescono a trovare il loro equilibrio, stabilità e fanno conoscenze. Arrivano come studenti e vanno via come amici. Ci arrivano cartoline da tutto il mondo, mandano le foto dei loro bambini appena nati, ecc. Molta gente non crede a quello che facciamo qui. Non crede alle potenzialità che ci sono in questa città. Molti ospiti ci dicono che “qui è come stare sullo scenario di un film, dove tutto è reale, dove incontri la gente del posto con la quale puoi parlare e ti dedica il suo tempo, ti racconta le sue storie e gli studenti ne condividono le loro”
L’Acanto ha festeggiato i primi dieci anni di vita
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Tari. Precisazione dell’Amministrazione comunale
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