E’ don Francesco Caramia (nella foto), parroco di San Giustino de Jacobis di Brindisi, dove nei giorni scorsi i carabinieri si sono recati per sequestrare computer ed altro materiale ed hanno perquisito la sua abitazione. Il sacerdote sarebbe stato denunciato da un pediatra brindisino che avrebbe riferito il racconto di un bambino. I carabinieri di Brindisi nei giorni scorsi si sono recati nella sagrestia della parrocchia di San Giustino de Jacobis sequestrando computer e altro materiale, e hanno perquisito la stessa abitazione del sacerdote. Don Francesco si è dimesso dal suo incarico di parroco ed è stato sostituito dall’anziano don Rocco Ivone di 76 anni.
L’avv. Giancarlo Camassa, legale di don Francesco, ha spiegato che il suo assistito ha fornito la massima collaborazione agli investigatori sicuro della sua estraneità ai fatti.
L’arcivescovo di Brindisi mons. Domenico Caliandro ha diffuso questa nota: “L’Arcivescovo di Brindisi ha appreso con dolore la notizia che un sacerdote della città è indagato per reati molto gravi. L’interessato respinge con fermezza l’accusa e ritiene di potersi adeguatamente difendere. Per farlo con maggiore libertà e anche per ragioni di salute, ha subito lasciato la parrocchia in cui svolgeva il suo ministero”. Mons. Caliandro dichiara la sua fiducia nella magistratura e attende l’esito delle indagini. L’Autorità diocesana, se ha certezza dei delitti, intende agire sempre con determinazione, con la massima considerazione per le vittime, seguendo la linea dettata da papa Francesco e dai suoi immediati predecessori. “Intanto la Chiesa locale di Brindisi-Ostuni, nella sofferenza di questo periodo, continui umilmente a lavorare e a pregare, sostenendo il ministero di tanti sacerdoti fedeli, che si spendono generosamente ogni giorno secondo la loro vocazione”.
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